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martedì 5 maggio 2020

LA FOCACCIA DI PATATE PREPARATA DA GIOVANNA di Marco Bartesaghi

Questa è una ricetta che Giovanna faceva spesso quando in casa con noi c'erano ancora le nostre figlie. Non mancava mai fra i viveri del primo giorno di vacanza, da mangiare durante il viaggio, naturalmente quando in vacanza venivano anche loro. Poi la ricetta è stata dimenticata e c'è voluto il lookdown  e un bel mazzo di fiori per convincerla a riesumarla.

Ricetta della focaccia di patate

Era una ricetta della signora Giuseppina, la mamma di nostra cognata Elisabetta che l'aveva ricopiata per noi su questo foglietto.

Quando Giovanna l'ha preparata, ho guardato e preso  appunti.






Intanto che le patate cuociono, si prepara il lievito, sciogliendolo in un po' d'acqua e mischiandolo con un cucchiaio di farina.




Si schiacciano le patate, ancora calde, nel mezzo della “montagnetta” di farina ...




 e si aggiunge il lievito.


Si impasta il tutto fino a raggiungere la giusta consistenza. Ho provato tante volte, ma non sono mai riuscito, a farmi spiegare da Giovanna come si faccia a capire di aver raggiunto “la giusta consistenza”: quando è giusta è giusta, punto. 

N.B. Nel quarto riquadro di questa immagine, vicino alla ciotola con l'impasto, il mazzo di fiori con cui l'ho convinta a farmi la focaccia.




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martedì 11 novembre 2014

ALCUNE RICETTE PER DETERSIVI "FAI DA TE" di Cristina Villa

Queste sono alcune ricette per detersivi fatti in casa, presentate  da Cristina Villa, mia cognata, a un incontro organizzato dal GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) di Ronco. Nelle fotografie, scattate durante la serata, oltre a Cristina è presente la sua formidabile assistente, Maddalena. M.B.


ALCUNE RICETTE PER DETERSIVI "FAI DA TE" di Cristina Villa







ADDITIVO IN POLVERE PER LAVATRICI
 

Ingredienti:
400 g soda solvay
200 g bicarbonato di sodio
200 g percarbonato di sodio
100 g fecola di patate
 

Preparazione:
Unire tutte le polveri in un frullatore in modo che si miscelino bene. Riporre in un barattolo con il collo largo.
 

Uso:
2 cucchiai nel cestello della lavatrice insieme al bucato








DETERSIVO PER LAVASTOVIGLIE TUTTO ECOLOGICO.
 

Ingredienti:
400 g di soda solvay
20 g acido citrico
100 g percarbonato di sodio
 

Preparazione:
raccogliere tutte le polveri in un frullatore e frullare. Mettere poi tutto in un contenitore.
 

Uso:
mettere 2 o 3 cucchiai nella vaschetta della lavastoviglie ed avviare il programma scelto.





SPRAY AL LIMONE PER RUBINETTI
 

Ingredienti:
500ml di aceto bianco
20 g di acido citrico
Il succo di un limone

Preparazione:
versare l’aceto in una scodella; aggiungere l’acido citrico. Mescolare con un cucchiaio fino al completo scioglimento.
Spremere il limone, filtrare il succo ed unirlo all’aceto
Travasare in un flacone.
 

Uso:
spruzzare sui rubinetti e passare una spugna umida. Non sciacquare, ma asciugare con cura.







DETERGENTE PER CERAMICA, GRES, LAMINATI
 

Ingredienti:
350 ml di aceto bianco
250 ml di alcol etilico denaturato (alcol rosa)
Acqua del rubinetto
10 ml detersivo per piatti (facoltativo)
 

Preparazione:
in un flacone da un litro, possibilmente con tappo dosatore, versare l’aceto e l’alcol. Riempire d’acqua e aggiungere il detersivo per piatti. Chiudere e agitare più volte per miscelare gli ingredienti
 

Uso:
versare 50 ml in mezzo secchio d’acqua e procedere con le pulizie.



LISCIVA DI CENERE
 

Ingredienti:
300 g di cenere
4 litri di acqua
 

Preparazione:
setacciare la cenere, metterla in una pentola di acciaio e aggiungere l’acqua. Mettere la pentola sul fuoco e portare ad ebollizione . Lasciare sobbollire per 2 ore, rimescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno o di acciaio. Mettere la pentola in un luogo dove potrà rimanere indisturbata fino al giorno dopo. Durante questo tempo la cenere si depositerà sul fondo, mentre la parte liquida soprastante sarà la lisciva vera e propria.
Il giorno seguente, senza muovere la pentola e senza sollevare la cenere dal fondo, prelevare la lisciva con un mestolo e raccoglierla in una bottiglia, servendosi di un imbuto ricoperto da un panno bianco, per filtrare eventuale cenere che si fosse mossa.
 

Uso:
la lisciva è un prodotto sgrassante, da usare direttamente, ad esempio, per pulire l'acciaio o come detergente in lavatrice, o  come base di altri prodotti, come avviene nelle due seguenti ricette.
La pasta di cenere , che si deposita sul fondo durante la preparazione, può essere utilizzata come detergente per stoviglie.








SPRUZZINO PER VETRI E MULTIUSO ALLA LISCIVA
 

Ingredienti:
250 ml di lisciva di cenere
150 ml di aceto bianco
100 ml di alcol etilico denaturato (alcol rosa)
1 ml di detersivo per piatti, cioè una spruzzatina (facoltativo)
 

Preparazione:
versare la lisciva in un spruzzino da 500 ml; aggiungere alcol, aceto e, per ultimo, il detersivo per piatti. Chiudere e agitare.

Uso:
spruzzare sulle superfici e pulire con un panno umido.

 

SAPONATA PER LAVATRICE
 

Ingredienti:
2 litri di lisciva
Un sapone di Marsiglia
 

Preparazione:
in una pentola di acciaio versare la lisciva, aggiungere il sapone di Marsiglia tagliato a pezzi e lasciar riposare per 6 – 7 giorni. Trascorso tale tempo, frullare con un frullatore ad immersione e, con l’aiuto di un imbuto, travasare in bottiglie.
 

Uso:
mettere 100 – 120 ml nella vaschetta della lavatrice, dopo aver avviato il programma di lavaggio.






Alcune indicazioni su dove acquistare gli ingredienti usati: la soda solvay la potete trovare nei supermercati, non in tutti ma quasi; anche il percarbonato di sodio lo trovate nei supermercati, ma dovete stare attenti perché in molte confezioni non è puro ma mischiato con additivi. Quello buono io lo trovo presso l'INS di Vimercate.
L'acido citrico lo potete trovare presso i “biomercati”.



Cristina Villa




















lunedì 23 dicembre 2013

BACCALA' ALLA VICENTINA . Una ricetta di Lucia COLPO


Ho mangiato il baccalà di Lucia la settimana scorsa con altri suoi ospiti. Fra loro c’era Enrico Miotto, un amico padovano, perciò particolarmente legato a questo piatto. A lui ho chiesto di presentare la ricetta . Con il suo permesso, oltre alla presentazione ufficiale che ha scritto, pubblico la mail di accompagnamento, perché è troppo bella. M.B.


Ciao Marco,
Ho pensato alla frase ieri sera che ero pieno sia di cibo sia di vino (e non solo quello) e me la sono scritta subito con il pensiero che l'indomani me la sarei dimenticata. Pensami, ieri sera davanti alla tastiera del computer, in mutande, pancia pena (anche di piu'), con le budella che urlano vendetta e con il baccala che continua a muoversi nella pancia approfittando del miscuglio di liquidi con i quali e' stato accompagnato (ti giuro che acqua non ce n'era).


"Non so se, dopo che mi sono seduto a tavola dagli amici vicentini, la cosa migliorie sia l'attesa di vedermi portare il piatto colmo di baccalà o averlo già sotto la forchetta. Credetemi non c' è niente di meglio del baccalà alla vicentina, se poi è la Lucia che te lo prepara.......!"





Baccalà alla Vicentina
Ingredienti per 4 persone:
-    Gr.600/700 di stoccafisso possibilmente di qualità Ragno
-    Farina bianca – sale – pepe un pizzico di cannella in polvere
-    Gr. 40 di parmigiano grattugiato
-    1 bicchiere di olio finissimo
-    3 spicchi d’aglio
-    1 cipolla mondata e tritata fine
-    1 manciata di prezzemolo
-    ½ bicchiere di vino bianco secco
-    400 gr. di latte + qualche fiocco di burro
-    3 o 4 acciughe
Tenere lo stoccafisso battuto e tagliato a pezzi in acqua fredda per 48 ore, cambiando l’acqua di tanto in tanto. In commercio si può trovare anche il baccalà già bagnato.
Sgocciolatelo, raschiatelo senza togliere la pelle, levate le spine, poi tagliatelo a pezzi piuttosto grossi e infarinateli mischiando farina, pepe e poco sale.
Disponete i pezzi molto vicini sul fondo di una pentola unta di olio e cospargeteli di parmigiano grattugiato e un po’ di cannella.
A parte in un tegame preparate un soffritto di olio abbondante con cipolla, 3 spicchi di aglio interi(che poi verranno tolti e buttati) attenzione che non prendano colore. Aggiungere il trito di prezzemolo, le acciughe spezzettate e il vino che lascerete ridurre quasi completamente. Unire il latte caldo con il burro e versate il tutto sul baccalà.
Portate in ebollizione e lasciate sobbollire dolcissima mante (“pipare”) su un fuoco debole (al minimo) e mescolando spesso per circa 40 – 45 minuti. Attenzione che non attacchi sul fondo. A metà cottura spolverizzate il baccalà con 4 cucchiai di formaggio grattugiato.
Servite il baccalà accompagnandolo con polenta calda appena rovesciata o anche con fette di polenta “brustolà”.







Con la ricetta Lucia mi ha spedito una  di un poeta padovano. Agno Berlese. Non la trascrivo perché non vorrei incorrere in qualche problema di diritti d'autore, però vi invito ad andare a leggerla sul sito ufficiale della "Confraternità del Bacalà alla Vicentina" - incredibile! - al seguente indirizzo:
http://www.baccalaallavicentina.it/jom/storia-e-tradizione/123-polenta-e-bacala

domenica 23 dicembre 2012

IL "SUPEN DE NATAL" E ALTRE RICETTE NATALIZIE DELLE FAMIGLIE DI VERDERIO

Ho chiesto ha un buon numero di amici abitanti a Verderio, originari di qui o provenienti da altri luoghi d'Italia o d'Europa, di raccontarmi le ricette natalizie delle loro famiglie. Speravo di ottenere abbastanza risposte per poter formare un menù completo, dall'antipasto al dolce. Purtroppo le risposte sono state poche. Eccole.

"SUPEN DE NATAL" di Giulio Oggioni

 Io  conosco una ricetta che mi preparava mia madre e che mi raccontava.

Al mattino loro andavano a Messa delle sei. Usciti di chiesa, don Carlo Greppi, parroco dal 1923 al 1951, invitava degli zampognari (di solito nei dintorni ve ne erano alcuni con le pecore: soprattutto bergamaschi).Tornati a casa, svegliavano i bambini e tutti attorno al tavola della cucina mangiavano il “Supen de Natal”, la zuppa di Natale.

Consisteva in un brodo di gallina al quale aggiungevano un pezzo di lardo (successivamente sostituito da burro fatto in casa) con alcune fette di pane raffermo dei giorni precedenti. I più fortunati, aggiungevano anche un goccio di latte e abbondante formaggio grattugiato. Gli anziani preferivano il pane di segale, “pon giald” , al pane. E’ una colazione sicuramente diversa dai giorni nostri. Loro la facevano tutte le mattine. L’unica differenza era che per Natale il brodo era di gallina, quindi più gustoso e prelibato, del solo lardo degli altri giorni.

Mia madre diceva che una zuppa così “medegava”, medicava,  tutto il corpo.

 Si mangiava in cucina o vicino al camino.

Giulio Oggioni


IL "BISATO" di Leonardo Pavin

La cucina veneta della mia zona era una cucina povera , basata sui prodotti locali : terra e mare. Durante tutto l'anno si mangiava per vivere non viceversa, ma, in alcune circostanze, si facevano delle eccezioni : le donne rimanevano un po' di più ai fornelli ed elaboravano, con la loro fantasia, i piatti tradizionali, sia di terra - tagliatelle, gnocchi, polenta, animali di cortile, maiale -  che di mare - pesce e crostacei.
Nella notte di Natale si pregava, non c'era il veglione a tavola, se non nelle case dei ricchi.
Il giorno di Natale si preparavano un po' di salumi per antipasto, un buon brodo per le tagliatelle, un cappone (oppure: anatra, coniglio, faraona) al forno (senza ripieno), oppure un piatto di pesce, specie l'anguilla , "il bisato"

Ecco la ricetta del "bisato" :
fare a pezzi una bella anguilla (meglio il capitone);
infarinare;
rosolare, aggiungere un po' d'olio, un bicchiere d'acqua,  un po' di cannella, un barattolo di conserva (quella ristretta fatta in casa);
a cottura servire bella calda sopra la polenta bianca .
 

Come vedete non era un piatto elaborato,  tipo quelli della cucina piemontese (che prendeva molto dalla cucina francese ) o lombarda .
 

 Leonardo Pavin


PIATTI NATALIZI IN VALLE D'AOSTA di Maria Grazia Zigiotto

Abito in Lombardia da diveersi anni e da qualcuno a Verderio Superiore, ma sono nata e ho vissuto finoi a vent'anni in Valle d'Aosta.
 

Sulle tavole valdostane a Natale non possono mancare la "moccetta" (salume di muscolo di vacca, pecora o capra essiccata e aromatizzata con erbe di montagna, ginepro e aglio) in crostini al miele, il lardo con castagne cotte e caramellate con miele, i crostini con fonduta e tartufo, la zuppa alla Velpelinentze (cavolo, verza, fette di pane raffermo, fontina, brodo, cannella e noce moscata), salsiccia con patate e la carbonada valdostana (sottili strisce di carne macerate nel vino rosso con aromi) con la polenta.
 

Dessert ce n'è per tutti i gusti! Le pere Martin sec con lo sciroppo (pere cotte con zucchero, vaniglia chiodi di garofano, acqua e vino rosso, ridotte a sciroppo), servite con crema di cioccolato e panna montata; le tegole, dei tipici pasticcini secchi; il mecoulin, un pane al latte arricchito con l'uvetta, preparato con ingredienti semplici e genuini secondo una ricetta tradizionale di cogne. Infine il caffè mandolà, molto robusto, alle mandorle tritate.

Tegole valdostane
 

Ingredienti: 200 g di zucchero; 80 g di nocciole; 80g di mandorle bianche; 60 g di burro; 60 g di farina bianca tipo 00; 1 bustina di vanillina; 4 albumi d'uovo
 

Preparazione: frullate, con un mixer, lo zucchero, le nocciole e le mandorle; aggiungete gli albumi, il burro a temperatura ambiente, la farina e la vanillina. Quando l'impasto è pronto, stendete su una teglia (sulla quale è stata posta la carta-forno) le tegole, dando loro la tipica forma a disco sottile. Fate cuocere al forno a 180° per 7-10 minuti.


Una foto delle tegole che portiamo a casa quando andiamo a trovare i miei fratelli ad Aosta.


Ed ora la ricetta di un antipasto natalizio!

Motsetta (o moccetta)e lard d'Arnad con castagne e miele
La motsetta o mocetta e Lard di Arnad con castagne e miele è un prodotto tipico della valle d'Aosta. È carne essiccata di muscolo di vacca, che nasce dalla necessità di conservare a lungo la carne durante l'inverno
 

Ingredienti (per 4 persone):
150 grammi di moccetta di Villeneuve
200 g di Lard d'Arnad DOP
20 castagne bollite
2 cucchiai di miele di montagna
1/4 di bicchiere di grappa valdostana





 


Preparazione:
Disponete un ventaglio di moccetta, tagliata finemente a macchina, che copra i due terzi del piatto e completate il resto con il Lard d'Arnad DOP affettato leggermente più spesso. In questo modo si otterrà una corona di petali su tutto il piatto.

Servite gli affettati accompagnati dalle castagne, precedentemente glassate con il miele di montagna e profumate col la grappa. Decorate il tutto con un rametto di rosmarino fresco e profumato

mercoledì 14 marzo 2012

NZALATA D'ARANCI di Giovanni Terranova

Ho presentato Giovanni Terranova nello scorso aggiornamento del blog. Riassumo brevemente: Giovanni è un coltivatore di agrumi di Ribera, provincia di Agrigento, Sicilia. Da novembre ad aprile, circa, vende i suoi ed altri prodotti siciliani in piazza Marconi a Vimercate ( da non più di dieci giorni vende anche delle ottime spremute d'arancia.
Per il blog ha scritto questa ricetta di insalata d'arance. L'ha scritta in siciliano "camillerico" o commestibile, come dice lui, intendendo quello che può essere compreso anche da chi non è siciliano.
Tra gli ingredienti sono indicate le arance Washington Navel di ribera: dove le potete trovare? Da lui, naturalmente. M:B:


NZALATA D'ARANCI
 
Ingredienti:
Arance Washington Navel di Ribera  
Sali
Oglio extravergine d'oliva
Spezzi nivuri (pepe nero)
 

Ingredienti a piacere:
Aulivi virdi scacciati
Cipudde  o cipuddette
Acciughe possibilmente intere
 




Preparazione:
Puliziare l'arance della scorcia.
Tagliari a pezzi trasversali pi faricci nisciri lu sucu. Po metticci lu sali, li spezzi (pepe nero) e l'oglio d'oliva.
Aggiungere gli ingredienti a piacere, mescolare bene e fare macerare per circa 10 minuti. Ed ecco ch'è pronta la nzalata!!!
 

Avvertenza: la nzalata senza l'ingredienti a piacere è comu un temporali senza lampi.

mercoledì 29 febbraio 2012

INSALATA DI CEDRO di Marco Bartesaghi


DESCRIZIONE, NON SCIENTIFICA, DEL FRUTTO DEL CEDRO.



Il cedro è il frutto di un albero chiamato citrus medica. È un agrume, giallo come un limone, grande come e più di un pompelmo ma con la parte succosa delle dimensioni di un mandarino.







 
Il resto è buccia: lo strato esterno giallo e bitorzoluto; quello interno bianco, liscio e di sapore dolce.







LA RICETTA
Che farne di un frutto così: una spremuta? Neanche a parlarne, sarebbe uno spreco incredibile.
Una bella insalata


Togli accuratamente - ma senza eccedere per non sprecare - lo strato giallo della buccia.



Taglia il frutto rimasto a fette di circa mezzo centimetro di spessore.



Riduci le fette a "bastoncini" dello stesso spessore.



Metti in una marmitta e condisci con sale pepe e olio extra vergine di oliva.




Aggiungi un vasetto di yogurt naturale,





mescola e mangia. Buon appetito



La buccia gialla si può probabilmente "candire", ma io non sono capace e quindi la butto via.

MESSAGGIO SFACCIATAMENTE PROMOZIONALE
I cedri io li compro da Giovanni Terranova, agricoltore siciliano che, ormai da sette anni, vende i prodotti dei suoi agrumeti, arance, limoni e cedri, davanti alla mia edicola, in piazza Marconi a Vimercate.



La sua stagione di vendita inizia a novembre e finisce, solitamente, ad aprile; l'orario, da martedì a sabato, è circa, dalle 7,00 alle 18,30.
Oltre ai frutti della sua azienda vende altri prodotti siciliani: vino, olio , formaggio, cibi in vaso, dolci.











Questo messaggio promozionale è naturalmente gratuito, se non si tiene conto dei caffè che Giovanni mi offre quasi tutte le mattine.





sabato 21 maggio 2011

CORATELLE E VIGNAROLA: DUE RICETTE ROMANE di Francesco Falsetto e Claudia Lazzarin

Francesco è romano, Claudia di Verderio. Sono sposati e hanno due figlie. Per alcuni anni hanno abitato a Roma, poi si sono trasferiti a Verderio Superiore. A Pasqua hanno cucinato CORATELLE e VIGNAROLA, due ricette romane che si sono offerti di spiegare e illustrare per il blog.
Con la parola CORATA, secondo il dizionario Zingarelli, si intendono il cuore, fegato, polmoni e milza di animali macellati. CORATELLA, sempre secondo lo Zingarelli, è la corata di agnello. lepre o coniglio.

RICETTA PER LE CORATELLE 

Ingredienti e dosi per 4 persone
* 1 coratella d'agnello (o capretto)
* 4 carciofi
* 1 cipolla
* 1/2 bicchiere di vino bianco secco
* Brodo
* 1/2 limone
* 5 cucchiai di olio d'oliva extra-vergine
* Sale
* Pepe




PREPARAZIONE

Mondate i carciofi, tagliateli a spicchietti e tuffateli in acqua acidulata col succo di mezzo limone per non farli annerire.

 





Tagliate la cipolla a fettine sottilissime e fatele stufare, in una casseruola, con 3 cucchiai d'olio.

Appena la cipolla sarà trasparente scolate gli spicchi di carciofo e fateli saltare con la cipolla; salateli, pepateli, bagnateli con un po' di brodo e cuoceteli per circa 30 minuti o finché non saranno cotti.

 


Separate tutte le interiora fra loro (polmone, fegato, cuore), lavatele e tagliatele a pezzetti.

 



In una casseruola fate rosolare prima con 2 cucchiai di olio i pezzetti di polmone; bagnateli con un po' di brodo e dopo 15 minuti circa unite il cuore.
Lasciate insaporire, bagnate con il vino e cuocete per altri 10 minuti.

 


Dopodichè unite il fegato, cuocete per un paio di minuti, aggiungete i carciofi e finite di cuocere per altri 2-3 minuti, salando se occorre, e spruzzando col succo di mezzo limone.




RICETTA PER LA VIGNAROLA

Ingredienti per quattro persone 
2 carciofi romaneschi
500 g di piselli nel baccello
un cespo di lattuga
un limone
2 cipollotti
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
50 g di pancetta tesa
sale, pepe






Pulite i carciofi, togliendo le foglie più dure e anche le parti dure del fondo,  tagliateli a metà e pulite l'interno con un coltellino. Tagliateli a spicchi.
Per non farli diventare scuri, metteteli in una ciotola, con acqua fredda e limone spremuto.
Pulite la lattuga e riducetela a strisce non molto sottili.
Sgranate i piselli e le fave (a queste levate la pellicina).
Tagliate la pancetta a dadini
e i cipollotti a fettine sottili.
Fate un soffritto con i cipollotti e la pancetta  e poi aggiungete i  piselli e fave 2 - 3 minuti


 

dopo aver scolato i carciofi aggiungeteli, e mescolando con un cucchiaio di legno, fate cuocere per  altri 2 - 3 minuti.
 


Mettete sale e pepe , abbassate il fuoco e lasciate cuocere per altri 10 minuti senza aggiungere né acqua nè brodo
Aggiungete la  lattuga e lasciate cuocere, a pentola coperta per altri 15 minuti





Francesco Falsetto e Claudia Lazzarin

domenica 29 agosto 2010

TORTA PAESANA? IO LA FACCIO COSI' di Giovanna Villa

La torta paesana, o torta di latte, o michelasc (michette e latte) è il dolce che tradizionalmente si prepara a Verderio, Inferiore e Superiore, nelle domeniche di settembre in cui si svolgono, con rigorosa separazione, le sagre dei due paesi. La ricetta per la sua preparazione ha probabilmente tante varianti quante sono le famiglie. Qui è presentata quella di Giovanna Villa, mia moglie. M.B.


Gli ingredienti:
Un litro di latte; 4 michette rafferme ma non secche;400 grammi di amaretti; 150 grammi di cacao, metà dolce e metà amaro; un etto di burro; un etto di zucchero; uvette, cedro candito e pinoli; una bustina di vanillina; un pizzico di sale; un uovo


Spezzare il pane



sbriciolare gli amaretti




aggiungere il latte



mescolare e lasciare riposare.



Dopo qualche ora mescolare energicamente
con le mani o con la frusta elettrica



Aggiungere il burro morbido,



l'uovo,



il cacao e lo zucchero,



uvetta, cedro e pinoli,



il pizzico di sale e la
vanillina.




Imburrare la teglia




e cospargerla di pan grattato.




Travasare il preparato e mettere in forno per circa un'ora
a 180°.






Romina Villa, un'amica di Verderio Superiore mi ha fatto avere queste due ricette Vimercatesi della torta paesana.

Il vecchio libro di ricette che possiede la mia mamma è stato stampato nel 1975.
Si intitola: Vecchia Brianza in cucina di Ottorina Perna Bozzi - Aldo Martelli/Giunti Editore
Romina Villa



Torta paesana
Ricetta di Vimercate:
 

1 litro di latte intero
5 panini (michette)
gr. 250 di zucchero
gr. 100 di cacao amaro
gr. 150 di cacao dolce
gr. 200 di biscotti secchi
gr. 200 di amaretti tritati
gr. 100 di Uva di Corinto
1 bustina di zucchero vanigliato
1 bustina di droghe per dolci (??? ndr)


Torta paesana bianca,
sempre di Vimercate:


mollica di pane gr. 400 (meglio il pan francese)
latte due bicchieri
3 uova
zucchero gr. 100
sugo e buccia gialla di un limone
sale un pizzichino burro gr. 50
Mettere a bagno la mollica per qualche ora e quando ha assorbito tutto il latte, spremerla e lavorarla col cucchiaio insieme al resto, meno il burro, che va sciolto in una padella, dove si versa il composto lavorato bene al fuoco per 20'. Preparare una tortiera imburrata e impanata, versarvi il composto e metterlo al forno con qualche fiocchetto di burro. Servirla anche calda, spolverizzata di zucchero.