L’Anno Santo gerardiano, in corso fino alla festa del 6 giugno, ha offerto l’occasione per fare delle ricerche e degli approfondimenti sul fondatore dell’Ospedale di Monza.
In questo articolo sarà utile fare attenzione ai termini perché necessari mentre sui risultati delle ricerche non possiamo dire che siano finite, invitando i lettori a contribuire tramite questo blog e/o direttamente alla mail sottoriportata.
“Ospedale San Gerardo dei Tintori” questa è la nuova denominazione assunta dal 1 gennaio u.s. perchè è cambiata la natura giuridica ed è diventato IRCCS. La specifica “dei Tintori” si è resa necessaria non solo per l’esistenza di diversi, tra Santi e Beati, col nome Gerardo ma anche perché ad alcuni di loro sono legati ospedali o potranno nascerne in futuro.
E’ noto a tutti che Gerardo dei Tintori sia stato un laico monzese del Medio Evo e che la sua genialità sia consistita non solo nel fare l’ospedale, impegnando tutte le sue proprietà a valle del Lambro, nel centro di Monza, ma anche nella decisione di regalarlo alla città convocando e impegnando i maggiorenti del clero e coloro che oggi chiamiamo ‘autorità civili’. Fin qui possiamo considerare questo benefattore un lungimirante e, infatti, non solo l’ospedale si è più volte ampliato ma è anche sempre cresciuto sino a polo universitario (Bicocca) e, appunto IRCCS. Quante benefiche iniziative sono state fonte di contenziosi e, purtroppo, naufragate, perché basate solo su testamenti interpretabili? Gerardo dei Tintori rese sia l’opera che la donazione pubblica “trasparente”, con un termine che va di moda oggi: entrambe queste decisioni avrebbero consentito di sopravvivere.
Tale munificenza e genialità passò inosservata in città!
La devozione a San Gerardo nacque però pochi giorni dopo la morte, in terra comasca, e investe Monza con un pellegrinaggio annuale che anche quest’anno si svolgerà il 25 aprile, alla presenza dell'Arcivescovo Mario Delpini.
Gli Olgiatesi (Olgiate Comasco) che vengono a Monza da secoli a piedi hanno ‘contagiato’ sul loro percorso (che potremmo oggi dire pedemontano) sia la brianza comasca che quella milanese, per invadere il centro di Monza tra le vie Gerardo dei Tintori e San Gerardo a valle del Lambro ma anche del cavo Lambretto.
SAN GERARDO DEI TINTORI A VALGREGHENTINO
Cosa sia poi successo a Valgreghentino nel XIX secolo non è ancora chiaro anche se ben due cappelle su strada o viottolo, non all’interno di corti o giardini privati, sono state costruite e dedicate a quel San Gerardo come la tradizionale raffigurazione dell’attraversamento miracoloso sul Lambro in piena dimostra. Sappiamo anche con certezza che entrambe siano dovute alla famiglia dal cognome Gilardi (semplice assonanza del nome con nome Gerardo?) ma non è attestato, almeno sino ad oggi, un miracolo o un fatto.
La decisione di scegliere questo Santo, tra i pochissimi laici non solo dell’epoca, unico tra gli ambrosiani non ancora presente con una statua sul Duomo di Milano, resta un interrogativo aperto.
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| La cappella dedicata a San Gerardo dei Tintori in via San Gerardo a Valgreghentino |
La Cappella più centrale, fatta costruire forse da Archelinto Gilardi, è divenuta patrimonio pubblico perché donata alla Comunità Montana Lario Orientale dall’ultimo discendente dei Gilardi, il signor Gianfelice Colombo, di cui Archelinto era bisnonno.
| L'affresco della cappella dopo il restauro |
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| L'affresco con il rifacimento del volto di Maria, in seguito rimosso |


























