martedì 1 giugno 2010

VICENDE DI DONNE: IOLE CAGNASSO di Anselmo Brambilla

Tre fatti legati alla vita quotidiana di donne semplici come condizione sociale e umana. ma, estremamente forti come fede in alcuni valori, storie di chi , ha vissuto semplicemente e  pagato duramente, le propri idee e convinzioni senza clamori ma con dignità e coraggio. donne che non hanno fatto la storia ma, che hanno vissuto la storia .

Le vicende qui descritte, solo fisicamente hanno dei riferimenti, per il resto sono senza tempo, il filo conduttore è idealmente legato alla coerenza e al coraggio con il quale queste donne hanno saputo vivere le loro condizioni, incuranti dei disagi e delle sofferenze che questa coerenza ideale causava loro. Anselmo Brambilla

Prima puntata

Iole Cagnasso
di Giovanni e Nina Gay (inglese) nata in Treviglio Provincia di Bergamo,  il 13 giugno 1904. Il  27 ottobre 1925, sposa, con il rito civile  in Firenze, il tipografo Bruno Parenti dal quale avrà due figli.

Il fatto che la riguarda e che fa vedere chiaramente cosa fu il fascismo, al di la di facili e inopportuni revisionismi storici, rispetto alla libertà di opinione, succede il 22 settembre1938 sul treno che da Montecatini porta a Firenze.

Ma vediamo come descrive il fatto il Prefetto di Firenze nella corrispondenza, riservata personale, con il Prefetto di Bergamo al quale viene riferita tutta la vicenda per gli opportuni provvedimenti, essendo la Cagnasso ancora domiciliata Treviglio.


 " Di seguito al mio telegramma p.m. di  ieri, pregomi comunicare che la donna in oggetto,mentre trovatasi il 22 corrente in treno sul tratto Montecatini-Firenze, intavolando una discussione di carattere politico con i compagni di viaggio Bruno Sborgi e Giovanni Vannucci (1), avrebbe attribuito ai soldati combattenti Italiani in Africa Orientale (2 ) di essere stati esecutori dell'ordine che avrebbe dato il Duce di uccidere anche donne e bambini.

Riferendosi più particolarmente alla recente questione Tedesca (3), avrebbe criticato, inoltre, l'opera di S.E. Hitler ed anche quella di S.E. il Capo del Governo, dicendo ancora che gli Inglesi facevano una politica giusta e sana e definendo dignitose le dimissioni date del Presidente del Consiglio Cecoslovacco 
.

Subito arrestata e, opportunamente interrogata, la Cagnasso ha dichiarato di aver sostenuto nella discussione la politica Inglese , perché figlia di madre Inglese, ammettendo di avere aggiunto, o per averlo sentito dire, che in Africa, dai soldati italiani, erano state uccise anche donne e bambini.

Ha ammesso , inoltre , di avere definito dignitose le dimissioni di Hodza e di aver detto: " ci sono alcuni che fanno delle papere  ed invece di riconoscerle le esaltano", escludendo di aver voluto con ciò fare dei confronti con gli uomini di Governo di altri Stati.

Ha negato, infine, di aver pronunziato frasi oltraggiose all'indirizzo del nostro Duce. Da informazioni assunte, la predetta risulta di dubbia condotta politica, per aver manifestato in diverse occasioni sentimenti non favorevoli al Regime; infatti non ha voluto iscrivere i suoi due figli alle scuole elementari, per non far loro indossare la divisa di "Balilla".

Anche il marito Bruno Parenti, tipografo, risulta di dubbia condotta politica. La predetta Cagnasso , circa due anni orsono, tento suicidarsi, per motivi non potuti precisare.

Premesso quanto sopra, si propone che costei sia trattenuta in carcere per la durata di giorni trenta e quindi sia rilasciata previa diffida a termine dell'art. 164  T.U. leggi P.S."


Il Prefetto di Firenze invia la comunicazione del fatto che la vede protagonista alla Prefettura di Bergamo il 30 settembre1938. Al termine dei trenta giorni di prigione, la Cagnasso verrà diffidata dal continuare ad esprimere opinioni in contrasto con l'interesse della patria, inoltre verrà inserita nella lista delle persone pericolose per l'unità nazionale.

Anselmo Brambilla

NOTE
(1) Uno dei suoi  due compagni di viaggio era un confidente della Polizia
(2) Durante la guerra per la conquista dell'Etiopia gli Italiani furono, dagli Inglesi e dal Negus, accusati di efferati massacri di donne e bambini.
(3) L'annessione voluta da Hitler dei Sudetti, zona della Cecoslovacchia abitata da una forte colonia Tedesca, portò il Presidente Hodza a dimettersi, come segno di protesta,  non potendo difendere l'integrità della sua Nazione.

L'illustrazione è di Sara Bartesaghi.

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