giovedì 14 gennaio 2010

MIO PADRE, EDGARDO FINZI di Fausta Finzi





EDGARDO FINZI


Mio padre, Edgardo Finzi, è nato a Ferrara il 27 gennaio 1889, da Vittorio e Gilda Ascoli.
Ha passato l'infanzia a Padova, presso i nonni paterni e studiato a Venezia al collegio Ravà.
Assai giovane è venuto a Milano, dove ha incontrato mia mamma, Giulia Robiati, che ha sposato civilmente il primo marzo 1914.
GIULIA ROBIATI

L'anno successivo è nato il primo figlio, mio fratello Carlo; io sono nata a Milano l'11 giugno 1920.

LA FAMIGLIA FINZI AL COMPLETO

Nel 1915 è stato richiamato al servizio militare ed ha partecipato alla prima guerra mondiale come ufficiale dei mitraglieri. Ha combattuto sul Monte Grappa ed è stato decorato con due croci di guerra.
EDGARDO FINZI, PRIMO A SINISTRA
IN UNA FOTO AL FRONTE

Ha lavorato come funzionario al Credito Italiano fino al 1938. Quando le leggi razziali lo hanno costretto ad abbandonare il posto, ha rilevato una piccola fabbrica di prodotti chimici, presso la quale ho lavorato anch'io come contabile.

EDGARDO FINZI IN BICICLETTA MILANO
Le leggi razziali potevano in parte rimanere inapplicate, se si era in grado di dimostrare di avere avuto particolari meriti in guerra o un buon attaccamento al Partito Fascista.


IL PARERE DEL P.N.F. ALLA DOMANDA
DI DISCRIMINAZIONE INOLTRATA DA
EDGARDO FINZI

Si poteva pertanto richiedere la cosiddetta "discriminazione", la cui concessione dipendeva dalla valutazione di una apposita commissione.
Mio padre Edgardo fece domanda di "discriminazione" nel 1938, in quanto pluridecorato nella prima guerra mondiale. Nonostante il parere negativo del Partito Nazionale Fascista, al quale non era mai stato iscritto, nel 1941 l'attestato di "discriminazione" gli fu concesso.

LA DOMANDA DI "DISCRIMINAZIONE
E' STATA ACCOLTA


I vantaggi della discriminazione erano pochi e cessarono del tutto dopo l'8 settembre 1943, con l'occupazione tedesca e la nascita della Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.), guidata da Benito Mussolini.
Il 22 aprile 1944 mio padre, presentatosi ad un appuntamento trappola, è stato arrestato da tedeschi, tradotto prima a S. Vittore e in seguito al campo di concentramento di Fossoli. Io ero con lui all'appuntamento e, fino a Fossoli, ho subito la sua stessa sorte. Dopo Fossoli i nostri destini si sono separati: io fui mandata a Ravensbrück.
Lui fu destinato ad Auschwitz, dove arrivò il 6 agosto 1944.
SCHEDA DI EDGARDO FINZI PRESO LO
YAD VASHEM A GERUSALEMME

Non superò la prima selezione e lo stesso giorno fu ucciso nella camera a gas.
Il suo nome è iscritto tra le vittime dello sterminio del popolo ebraico allo Yad Vashem, il museo della Shoah di Gerusalemme.

Fausta Finzi, gennaio 2005

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