domenica 19 aprile 2015

PER NON DIMENTICARE: MAPPA DELLA MEMORIA di Anselmo Brambilla e Alberto Magni

L'articolo che vi presento era già stato pubblicato su questo blog il 15 agosto 2010. Ve lo ripropongo poiché Anselmo Brambilla e Alberto Magni, martedì 21 aprile, alle ore 21,00, in Villa Gallavresi (viale dei Municipi, Verderio), presenteranno la mappa: "Per non dimenticare". M.B.
 
 




Lo scopo di questa mappa, che potremmo definire: PER NON PERDERE LA MEMORIA, è quello di fissare visivamente e concretamente le località che videro o furono teatro di eventi tragici o valorosi durante il periodo della guerra di liberazione che coinvolse anche la nostra parte di Brianza. La memoria di quei fatti sta pian piano spegnendosi. Attraverso i documenti e i ricordi di coloro che vissero quei tragici momenti abbiamo cercato di approfondire alcuni aspetti delle vicende anche se in modo succinto e schematico. La serie di località dove avvennero i fatti sono tutte circoscritte in un'area abbastanza ristretta, la Brianza meratese con al centro il rilievo collinare del San Genesio. Questa relativa vicinanza e l'ambiente ancora abbastanza piacevole e non eccessivamente deturpato può essere utilizzato per la creazione di un percorso che tocchi tutti questi posti in una specie di giro per non dimenticare le conseguenze di quello che è stato il fascismo e la dittatura.



La mappa è stata patrocinata dall'A.N.P.I. provinciale di Lecco
Ricerca e testi: Anselmo Brambilla e Alberto Magni
Fotografie: Giovanni Chiaffarelli
Grafica: Attilo Tripodi
Stampa: Tipografia Ripamonti Renato

1 -  OSNAGO  - Cippo - 28 ottobre 1943 uccisione di Gaetano Casiraghi
 
Osnago, via Roma

Gaetano Casiraghi di Osnago, detto Ul Galet , classe 1884, fu impiccato per ordine dei nazisti il 28 ottobre 1943, perché sorpreso a tagliare e prelevare alcuni metri di filo di rame dalle linee telefoniche poste dai tedeschi. L'esecuzione, per dare un esempio, doveva avvenire a Merate il giorno del mercato, ma il timore di disordini convinse i tedeschi a spostarla a Osnago. 


2 - GIOVENZANA - Foto del paese, chiesa e baita Pessina, 11 ottobre 1943
Don Riccardo Corti

L'11 ottobre 1943, alle 4 del mattino, il piccolo paese situato sulla collina del San Genesio venne circondato da truppe e autoblindo delle S.S. tedesche e della Guardia Nazionale Repubblicana, alla ricerca di prigionieri fuggiti dai campi di concentramento e militari sbandati.
Catturano cinque prigionieri alleati che erano fuggiti dal campo di concentramento di Ponte S. Pietro nelle vicinanze di Bergamo e, ritenendoli responsabili di aver dato asilo agli ex prigionieri, arrestano il parroco, don Riccardo Corti, e suo fratello, padre Ferruccio Corti del P.I.M.E. Alla baita di Pessina, nei boschi sopra il piccolo paese, i nazifascisti trovano due spagnoli, ex militari alleati nascosti, Josè Martinez e Andrea Sanchez e li uccidono.
Il paese corse il rischio di essere raso al suolo per aver prestato aiuto a militari fuggiti da campi di prigionia, si salvò dalla rappresaglia solo grazie al coraggio dell'anziano sacerdote che si assunse tutta la responsabilità di aver dato asilo agli ex prigionieri.
Condannato ai lavori forzati, aveva circa settant'anni, venne inviato in Germania (Mauthausen), fu liberato diciassette mesi dopo per l'intervento personale del Cardinale Idelfonso Schuster

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3 - VERDERIO SUPERIORE - Arresto fratelli Milla, ebrei - 11 dicembre 1943 *
 
Verderio Superiore, Largo della Battaglia
Proveniente come sfollata da Milano, dall'inizio del 1942 all'ottobre del 1943, venne ad abitare in Verderio Superiore, la famiglia Milla, composta da tre sorelle, Laura, Lina, Amelia, e un fratello, Ferruccio. Nell'ottobre del  1943 tutti vennero arrestati, in quanto ebrei, da militari tedeschi: a Verderio Superiore Ferruccio, qualche giorno dopo, a Milano, le sorelle.
Con Ferruccio fu arrestato anche un fratello, Ugo, che aveva raggiunto i famigliari da non più di due giorni. Riuscirono a fuggire invece la moglie di quest'ultimo, Lea Milla, e la figlia, Serena,  di 10 anni.
Il  6 dicembre i cinque arrestati furono "trasportati" ad Auschwitz, da dove non fecero più ritorno.

*La ricostruzione della vicenda della famiglia Milla si trova in questo blog sotto l'etichetta "Giorno della Memoria"


4 - VALAPERTA - Rappresaglia ed eccidio - 3 gennaio 1944
 
dall'alto:G. Colombo, M.Villa, N.Vitale, N.Beretta

Il  23 ottobre  1944 un milite del distaccamento di Missaglia della Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.), tale Gaetano Chiarelli, inviato nella frazione di Valaperta per cercare informazioni su di un renitente alla chiamata alle armi, sparisce, pare ucciso da un gruppo di partigiani.
Alle 22,30 dello stesso giorno una quindicina di brigatisti neri piombano su Valaperta, comandati dall'ing. Emilio Formigoni, comandante del locale distaccamento della Brigata Nera. I militi della G.N.R., sparsi per la cascina, sparano all'impazzata nei cortili, incendiando le stalle ed i fienili, razziando le case, percuotendo le persone inermi per giorni allo scopo di ottenere i nomi dei responsabili dell'uccisione del Chiarelli.
Nei mesi di novembre e dicembre attraverso duri interrogatori degli abitanti di Valaperta, i fascisti riescono ad individuare dei partigiani che a loro dire erano i responsabili dell'uccisione del milite della G.N.R.. Alla fine  vengono arrestati quattro partigiani ritenuti colpevoli del fatto: Natale Beretta, 25 anni,  e Gabriele Colombo, 23 anni, di Arcore, Mario Villa di Biassono e Nazzaro Vitali di Bellano. Il Beretta e il Colombo erano stati catturati dai fascisti il giorno 15 dicembre 1944, durante un rastrellamento.
La mattina del 3 gennaio 1945 a Valaperta i quattro vengono fucilati. L'esecuzione fu eseguita da militi della G.N.R. di Missaglia e Merate. Alla stessa erano presenti: il Commissario prefettizio di Casatenovo, prof. Firmiani, il medico condotto dott. Della Morte e il comandante della Brigata Nera di Missaglia, ing. Formigoni. 


5 - MONDONICO - Targa - 23 gennaio 1944, arresto e deportazione  di Aldo Carpi
 


Mondonico, Via Gola  La casa dove visse e fu arrestato Aldo Carpi
La mattina del 23 gennaio 1944, venne arrestato il pittore Aldo Carpi, presente nel paesino in quanto sfollato da Milano con la famiglia.
Aveva 58 anni ed era titolare della cattedra di pittura all'Accademia di Belle Arti. Inviato in campo di concentramento di Gusen ritornerà in Italia verso l'agosto del 1945.




6 - CALCO - BRIVIO - Scontro con colonna tedesca in ritirata - 26 aprile 1945
il cippo si trova alla rotonda prima della salita di Calco

Il giorno 26 aprile 1945 un gruppo di partigiani di Olgiate Calco stipati su un camion, si scontrano sulla strada statale che da Calco porta a Lecco,nella zona detta del ponte del Bruco, al confine tra il comune di Calco e quello di Brivio, con una colonna tedesca in fuga. Nello scontro l'autocarro investito dai colpi di mitraglia si incendia e muoiono i due autisti: Pietro Ripamonti, nato a Calco il 6 febbraio 1916, ed Enrico Mandelli nato a Calco il 26 marzo 1919.

7 - ROVAGNATE - Monumento - 26 aprile 1945 notte si sangue
 
Foto tratta dall'originale della mappa
Guidati dal Comandante Sass (Pietro Sasinini) circa 120 partigiani della Brigata Puecher, nel pomeriggio del 26 aprile accorsero a dar man forte ai colleghi di Merate, nel tentativo di costringere alla resa il presidio tedesco, composto da più di 500 S.S. Ostturken, originari del Turkestan, sparsi fra Merate , Calolzio e Gandino. 
8 - VERDERIO SUPERIORE - Monumento - 28 aprile 1945 fermata colonna tedesca**
Incrocio via Contadini Verderiesi e via L. Gasparotto
Un gruppo di partigiani di Verderio e paesi vicini, convinse alla resa una colonna tedesca in ritirata composta da: 50-60 autocarri, forse di più, mezzi blindati con mitragliatrici antiaeree ed alcuni cannoni semoventi; sugli autocarri ci sono viveri e oggetti vari, frutto delle razzie compiute nella ritirata, munizioni e circa 300-400 soldati armati di mitragliatrici, fucili e fucili mitragliatori.
**Notizie su questo avenimento, in questo blog sotto l'etichetta "Regime fascista e Liberazione"
9 - BEVERATE DI BRIVIO - Cattura e fucilazione del gerarca Roberto Farinacci
Il gerarca Roberto Farinacci, soprannominato Ras di Cremona, era nato a Isernia nel Molise il 16 ottobre 1892, terzo figlio di una coppia napoletana.
Di fede socialista, era stato, prima di fare il salto della quaglia, sindacalista dei ferrovieri; come squadrista si distinse per il suo carattere violento, fu spesso protagonista di assalti e spedizioni punitive nei confronti di Camere del Lavoro e Case del Popolo.
Il 25 aprile 1945, Farinacci, aggregato ad una colonna fascista composta  da circa 60 automezzi, da Cremona tentò di raggiungere Como, ma avvisato dai suoi scagnozzi che nella zona di Rovagnate il transito era oltremodo pericoloso per la presenza di gruppi partigiani, decise di cambiare direzione e di prendere la strada per Lecco.
La manovra non passò inosservata ai partigiani della 104esima, i quali precedentemente avevano istituito un posto di blocco, sulla strada Milano-Lecco, all'incrocio di Calco in località Pomeo.
Rapidamente un gruppo di patrioti partì all'inseguimento della vettura, e dopo un intenso scambio di colpi, uno dei quali centrava una gomma dell'auto, costrinse il Gerarca a fermarsi davanti al cancello dello stabilimento Rivetti di Beverate e ad arrendersi.
Trasferito a Vimercate il giorno 28 aprile, sarà successivamente processato da un Tribunale Speciale, condannato a morte e immediatamente fucilato. La decisione fu presa anche in base  alle direttive del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia.
10 - OLGIATE MOLGORA - Mitragliato
Mentre era intento al lavoro nei campi, il 26 aprile 1945 veniva ucciso da una raffica di mitraglia conseguente allo scontro di Calco il contadino Severino Brambilla.
LE GUARNIGIONI NAZI-FASCISTE PRESENTI IN ZONA
MERATE -  Distaccamento della XI Brigata Nera Cesare Rodini, nella ex-caserma  dei carabinieri di Merate, in via Sant'Ambrogio, composto da circa 50 militi. Comandato dal capitano Giuseppe Gaidone, professore delle medie del Collegio Manzoni.
MERATE - Comandato dal Tenente Generale Harun el Raschid Bey era di stanza nel paese il comando generale delle truppe SS "mongole" (ex prigionieri "mongoli"inquadrati  dai tedeschi nelle SS), acquartierati  presso il Collegio delle Dame Inglesi dalla Pasqua del 1944 (oggi via Mons. F. Colombo, allora via Collegio delle Dame Inglesi)
MERATE - Comando 81° reggimento SS italiane agli ordini del colonnello Federico Degli Oddi.
MERATE - Comando tedesco dell'Aviazione "Luftwaffe" dell'Italia settentrionale nella Villa Sala ( oggi via Donato Frisia, allora via Indipendenza)
MERATE - Distaccamento P.S. (Pubblica Sicurezza)
MERATE  - Frazione Cicognola - Tribunale Militare delle SS
MERATE - Campo di  rieducazione R.M. (recupero morale) costituito per il recupero morale dei giovani traviati dalla propaganda sovversiva.
MERATE - 25 fra case e ville, con relativo mobilio, suppellettili, vasellame e biancheria, vennero requisite subito dopo l'8 settembre del 1943 dalle autorità germaniche attorno a via Terzaghi, chiusa al traffico e trasformata in un'isola tedesca, per insediarvi ufficiali di grado elevato e comandi vari, con l'espulsione forzata nel giro di tre o quattro ore di 50 abitanti.
BARZANÒ - Distaccamento P.S.
BARZANÒ - Distaccamento di SS italiane.
CASATENOVO - Distaccamento di SS italiane.
MISSAGLIA  - Distaccamento di SS italiane e tedesche a Villa Sormani di Contra.
I tre distaccamenti  Ss di Barzanò, Casatenovo e Missaglia disponevano complessivamente di circa 400 militi.
MISSAGLIA - Distaccamento di 15 uomini delle Brigate Nere.
MISSAGLIA - Distaccamento di 10 uomini (ex carabinieri) della Guardia nazionale Repubblicana.
MISSAGLIA - Distaccamento di 8 uomini di P.S.
BRIVIO - Distaccamento di 11 uomini della G.N.R.
BRIVIO - Distaccamento di 8 uomini di P.S.
ROVAGNATE  - Villa del Sacro Cuore. Tenenza della P.S. comandata dal Maresciallo Pietro Ciceri. Composta da circa 22 agenti.

SEDI DI RIUNIONI DI PARTIGIANI SUL SAN GENESIO
MONASTIROLO, GIOVENZANA, AIZURRO
Furono i luoghi dei primi incontri dei resistenti. Si prestavano allo scopo per essere paesini abbastanza isolati posti alle falde della boscosa collina del San Genesio.


SEDI DI RIUNIONI DI PARTIGIANI DELLA ZONA MERATESE
VIZZAGO DI PAGNANO - Villa Bagatti-Valsecchi
CERNUSCO LOMBARDONE - Cantine di Villa Rusca; abitazione di Mauro Laeng.
MERATE - Via Donato Frisia (allora via Indipendenza).
ROBBIATE - Villa Guerrero
OLGIATE MOLGORA - Dopo l'8 settembre 1943 per un po' di tempo si ha notizia di un giornale clandestino stampato in una tipografia installata in una casa del paese. Il piccolo giornaletto di chiara matrice antifascista si chiamava "Pace e libertà" e molto spesso non trovava altra via di diffusione che l'affissione clandestina notturna sui muri esterni delle abitazioni.






























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