venerdì 25 settembre 2015

VERDERIO E LA CHIESA DI WAYAPACHA IN BOLIVIA di Marco Bartesaghi

Maria, a destra nella fotografia









Maria, 34 anni, è una nostra concittadina (e mia figlia) che vive in Bolivia dal 2006, come volontaria dell’OMG, Operazione Mato Grosso.







Il villaggio in cui vive si chiama Phuyuwasi, che in quechua, la lingua dei nativi di ampie zone della Bolivia, del Perù e dell’Ecuador, significa “paese delle nuvole”

 
Una veduta di Phuyuwasi


È situato ad un’altitudine di poco più di 3000 metri; fa parte della zona pastorale di Wayapacha, un villaggio di poco più grande, e della parrocchia di Pocona.

Una veduta di Wayapacha
A Wayapacha l’OMG ha costruito e gestisce una scuola di falegnameria e ha dato vita a una cooperativa di falegnami , dove lavorano ex alunni della scuola.
Wayapacha ha una chiesa abbastanza grande poiché ad essa fanno riferimento, per le funzioni religiose, 11 o 12 villaggi circostanti. Fu fatta costruire negli anni cinquanta/sessanta del secolo scorso da padre Mario, un francescano originario del Trentino Alto Adige.



La chiesa di Wayapacha prima dei lavori di "restauro". Sotto, alcuni particolari







L’edificio, costruito probabilmente “al risparmio”, aveva accumulato negli anni diversi acciacchi, a cui era urgente porre rimedio.
Così, Maria ha scritto una lettera al gruppo missionario di Verderio Superiore per chiedere un sostegno finanziario. Eccola:


“Wayapacha
8 dicembre 2012
Festa dell'Immacolata
Cari del gruppo missionario,
non faccio nessun nome per non scordare nessuno, inizio questa lettera per due motivi. Uno mi viene facile e naturale, ringraziare ancora una volta per l'affetto e la disponibilità che mi avete dimostrato nel mio passaggio in Italia … la cena del povero, la curiosità, le tante domande.
L'altro mi viene sempre più difficile, ed è quello di chiedere.
Sono in chiesa a scrivervi, è la festa dell'Immacolata, la festa patronale qui a Wayapacha. Piove, finalmente, è una pioggia aspettata, chiesta, supplicata dalla gente … una pioggia che si è fatta aspettare … le patate iniziano a soffrire, come anche gli animali per cui iniziava a mancare l'erba …
Così sono venuta in chiesa questa mattina con nel cuore solo la parola “Grazie” … grazie perché si salverà il raccolto … grazie perché non inizieranno le liti, le divisioni per l'irrigazione.
“E allora cosa ci devi chiedere?”
Il problema è che entrata in chiesa, ha continuato a piovere, anche dentro … sul presbiterio, su parte delle panche. Il tetto, fatto ormai trent'anni fa dai francescani, sta iniziando a cedere … una parte si è staccata con il vento di agosto e iniziano ad esserci buchi in varie parti. Noi abbiamo sempre rimandato … per usare i soldi per le case della gente, per l'acqua potabile, per il lavoro con i ragazzi, ma adesso è difficile pensare di rimandare ancora … Ma non possiamo iniziare nessun lavoro se non troviamo i soldi apposta per questo. E così eccomi con la richiesta per voi. Ci aiutereste? Anche con poco, magari con un'altra cena del povero o con qualche piccola iniziativa … Non abbiamo fatto ancora nessun progetto … tutto dipenderà da quanto riusciremo a racimolare … solo il tetto? Tutta la chiesa? È fatta di mattoni di paglia e fango e troppo piccola nei giorni in cui viene tanta gente … come sarà oggi. Il Padre Valentino, il parroco di qua originario di Brescia, già da qualche tempo ha scritto per chiedere aiuto, oggi mi sono sentita di dover fare qualcosa anch'io, ed eccomi qui.
Vi ringrazio ancora per quanto avete già fatto e anticipatamente per quanto potrete fare e se non potrete fare nulla vi ringrazio perché so che ci penserete.
Insomma, GRAZIE
Un abbraccio a tutti
Maria”.


Il gruppo missionario, accolto l’invito di Maria, si è mobilitato organizzando alcune iniziative per raccogliere i fondi: è stata dedicata a questo scopo una giornata missionaria, alla quale ha presenziato Padre Valentino, il sacerdote citato nella lettera, e il gruppo teatrale “Sem semper quei” (che, allora, era di Verderio Inferiore) ha recitato una sua commedia dialettale, devolvendo l'incasso a Maria. 

Grazie alla cifra proveniente da Verderio e ad altre offerte raccolte altrove, il restauro della chiesa ha potuto essere realizzato.

La chiesa durante i lavori di restauro
È stato rifatto il tetto, sostituendo la copertura in lamiera con una nuova in tegole. All'interno, sono state rifatte le capriate in legno ed è stato costruito un arco a tutto tondo all'altezza del presbiterio,
La posa del nuovo pavimento in cotto. Si notino anche le nuove capriate, l'arco del presbiterio e le nuove finestre alle pareti.


che è stato dotato di un nuovo altare, di un leggio e un tabernacolo in legno, provenienti dai laboratori dell'Operazione Mato Grosso.

La posa del nuovo altare
Le pareti laterali sono state dotate di nuove finestre,  la facciata di un nuovo portone d'entrata e di un rosone in cotto. È stato realizzato un nuovo pavimento in cotto.


Il rosone
La benedizione del nuovo portone d'entrata

Il campanile, pericolante, è stato messo in sicurezza, e le sue pareti dotate di finestre.

Il progetto per il rstauro è stato redatto da Simone Rinaldi, un giovane architetto nato a Grosio, in Valtellina, ma residente in Bolivia fin da bambino (anche i suoi genitori sono “emigrati” in Bolivia come volontari dell'OMG).



Alla direzione dei lavori e alla loro esecuzione hanno contribuito  volontari italiani dell'OMG e giovani boliviani.



L'obiettivo di dotare Wayapacha e i villaggi vicini di una chiesa dignitosa è quindi stato raggiunto e il contributo della comunità di Verderio a questa realizzazione è stato essenziale.

Di Maria e della sua vita in Bolivia ho già parlato su questo blog il 17 maggio 2009, con un articolo intitolato "Chiedo scusa se parlo di Maria" . Lo trovate a questo indirizzo:

http://bartesaghiverderiostoria.blogspot.it/search?q=chiedo+scusa+se



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