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sabato 1 novembre 2025

"ARTE DEL FERRO", UN'AZIENDA DI VERDERIO SUPERIORE di Marco Bartesaghi

Intorno alla ditta “Arte del Ferro”, che ha operato a Verderio Superiore dai primi anni venti del novecento agli inizi del decennio successivo, sono riuscito a raccogliere alcune notizie, insufficienti, a mio avviso, a ricostruire un quadro completo ed esauriente della sua storia. Per ora mi devo, e vi dovete, accontentare. Spero, in futuro, di colmare qualche lacuna.


Vittorio Gnecchi Ruscone


Nel “Registro delle ditte” della Camera di Commercio di Milano 
(1), “Arte del Ferro” è denunciata come ditta ad esercizio individuale; il proprietario è Vittorio Gnecchi Ruscone (2), che si qualifica come “Il Podestà dei comuni di Verderio Superiore e Verderio Inferiore”.

Egli, che deve la sua fama all’attività di musicista compositore, a Verderio è grande possidente di case e terreni e imprenditore agricolo.





Oggetto d'esercizio della ditta è la produzione e il commercio di “ferro battuto in genere”; la sede legale è a Milano, in via Filodrammatici 10, l’abitazione di Vittorio Gnecchi. L’officina invece è a Verderio Superiore, in un edificio a mattoni a vista di fronte alla ex-chiesa parrocchiale di San Floriano.

L'edificio che ospitava la ditta "Arte del Ferro"


La pratica indica come data d’inizio dell’attività il febbraio del 1925, ma l’azienda operava già da qualche anno, poiché nel 1923 era presente con un proprio stand alla Mostra Internazionale di Arte decorativa, alla Villa Reale di Monza.

"Sala de l’ “Arte del Ferro” alla mostra Internazionale di Arti Decorative (1923), alla Villa Reale di Monza".  Didascalia originale alla fotografia contenuta nell'opuscolo di presentazione della ditta, di cui si parla nel seguito di questo articolo 

Tre aziende di Milano, già iscritte alla Camera di Commercio, garantiscono che i dati contenuti nella denuncia sono veri: la ditta Braglia, di via Vittorio Emanuele; la ditta Raimondi Silvio, di via Montenapoleone, “antica fabbrica di apparecchi d’illuminazione”; la ditta di prodotti siderurgici Radice, di via Filodrammatici 10.

PER CONTINUARE LA LETTURA CLICCA SU "CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO"

I PRODOTTI DELLA DITTA "ARTE DEL FERRO" di Marco Bartesaghi

Un opuscolo di presentazione della ditta, quello ampiamente citato nell'articolo precedente, e un catalogo vero e proprio, con tanto di prezzi degli oggetti elencati, sono le fonti più importanti per conoscere i prodotti di "Arte del Ferro", l'azienda che operò a Verderio Superiore negli anni venti del novecento.

Alcuni oggetti veri e propri li ho invece potuti vedere nell'appartamento di una discendente di Vittorio Gnecchi Ruscone, che della ditta fu il titolare, e proprio da questi inizio la presentazione dei prodotti della ditta.









OPUSCOLO CONSERVATO NELL'ARCHIVIO STORICO DI VERDERIO - FONDO FAMIGLIA GNECCHI RUSCONE


Copertina dell'opuscolo






 Opuscolo formato quaderno, con foto, in parte a colori e in parte in bianco e nero, dotate di didascalie con nome e dimensioni degli oggetti. 





Pozzo porta-fiori, in oro giallo verde e rosso
(Altezza m.2,40 - diametro m.1)


Lampadina da scrittoio o da pianoforte.
Fiori in legno

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venerdì 8 ottobre 2010

ONLINE L'INVENTARIO DELL'ARCHIVIO STORICO DI VERDERIO

Sul sito del comune di Verderio Inferiore, e a giorni su quello di Superiore, è stato pubblicato, e può essere scaricato, l'inventario del Fondo Gnecchi Ruscone dell'Archivio Storico di Verderio.
Per quanto riguarda Verderio Inferiore , una volta entrati nel sito, bisogna cliccare sulla voce "Archivio on web"
Oltre all'inventario sono stati pubblicati il regolamento di accesso al servizio e il modulo per richiedere i documenti.
Il regolamento è pubblicato anche nell'articolo successivo di questo blog.

Nelle tre pagine che presento, il sommario dell'inventario.



Clicca sulle pagine per ingrandirle.

mercoledì 6 ottobre 2010

REGOLAMENTO PER L'ACCESSO ALL'ARCHIVIO STORICO DI VERDERIO

COMUNI DI VERDERIO INFERIORE E VERDERIO SUPERIORE
PROVINCIA DI LECCO
 
ARCHIVIO STORICO
“ FONDO GNECCHI – RUSCONE – GAVAZZI “
 
 
REGOLAMENTO PER LA CONSULTAZIONE
DEI DOCUMENTI PRESSO LA BIBLIOTECA
INTERCOMUNALE



TITOLO I - PRINCIPI GENERALI
1. Le Amministrazioni Comunali di Verderio Inferiore e Verderio Superiore individuano
nell’Archivio Storico un istituto culturale preposto alla trasmissione della memoria storica,
idoneo a concorrere all’attuazione del diritto di tutti i Cittadini all’informazione, nonché allo
sviluppo della ricerca, dell'istruzione e della conoscenza.

L'ARMADIO DOVE E' CONSERVATO L'ARCHIVIO
STORICO DI VERDERIO

TITOLO II - NATURA, CONDIZIONE GIURIDICA, SEDE E FINALITA’
DELL’ARCHIVIO STORICO

1. In attuazione dell’art. 40 del D. Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490 “Testo Unico delle disposizioni
legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’art. 1 della legge
08.10.1997 n. 352”, è istituito l’Archivio Storico “Fondo Gnecchi Ruscone – Gavazzi” dei
Comuni di Verderio Inferiore e Verderio Superiore, con sede presso la Biblioteca
intercomunale, a Verderio Inferiore (LC) in via dei Tre Re n. 31.
2. L’Archivio oggetto del presente Regolamento è soggetto al regime di demanio pubblico ai
sensi degli artt. 54 e 55 del D. Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490 “Testo Unico delle disposizioni
legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’art. 1 della legge
08.10.1997 n. 352”.
3. L’istituzione dell’Archivio Storico persegue come finalità:
a) la conservazione e l’ordinamento dei propri archivi come garanzia della memoria storica
della comunità locale;
b) la consultazione, da parte dei Cittadini che ne facciano richiesta, di tutti i documenti, su
qualsiasi supporto, da esso conservati e il rilascio di copia con le modalità di cui al
TITOLO VI;
c) la promozione di attività didattiche e di ricerca storica, nonché di valorizzazione dei
patrimoni documentari, pubblici e privati, che costituiscono significativa fonte per la
storia del territorio comunale;
d) la tutela e l’acquisizione dei documenti o degli archivi che risultino di interesse per la
conoscenza e lo studio della storia locale.

 ALCUNI FALDONI DELL'ARCHIVIO
STORICO DI VERDERIO

TITOLO III – SERVIZIO DI CONSULTAZIONE
1. I documenti sono liberamente consultabili ad eccezione di quelli dichiarati di carattere
riservato e quelli contenenti dati sensibili (D. Lgs. 30.06.2003 “Codice in materia di
protezione dei dati personali” e D. Lgs. 22.01.2004 n. 42 “Codice dei beni culturali e del
paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 06.07.2002 n. 137”).
Si può richiedere, con apposite procedure, l’autorizzazione alla consultazione di tali atti per
motivi di studio.
2. La consultazione dei documenti dell’Archivio Storico avviene presso la sala di lettura della
Biblioteca intercomunale di Verderio Inferiore e Verderio Superiore, durante l’orario di
apertura al pubblico della medesima.
3. La richiesta di documenti per la consultazione deve essere effettuata mediante appositi
moduli, disponibili presso gli uffici comunali e presso i locali della Biblioteca intercomunale
e deve essere presentata con un proprio documento di identità (carta di identità,
passaporto o patente) al Responsabile dell’Archivio Storico. Tale domanda sarà inoltrata alla
Soprintendenza Archivistica per la Lombardia per le necessarie autorizzazioni. Ovviamente,
l’utente può operare in autonomia la richiesta di accesso alla documentazione seguendo
l’iter previsto dalla normativa vigente. Ogni volta che l’utente accede alla consultazione
deve firmare un apposito registro di presenza in cui sarà annotata anche la segnatura delle
buste consultate.
4. Si può consultare una sola busta alla volta, per un massimo di n. 2 buste al giorno e non
possono essere evase le richieste di pezzi già in consultazione.
La distribuzione dei documenti avviene di norma nell’orario di apertura al pubblico della
Biblioteca intercomunale, compatibilmente con le esigenze di servizio della medesima, e
cessa mezz’ora prima della chiusura.
5. Il personale addetto, prima di consegnare il materiale all’utente, deve:
a) verificare lo stato di consultazione dei documenti per accertare che la consultazione
possa avvenire senza danno;
b) verificare se nella busta vi siano documenti di pregio, segnalarli all’utente e
successivamente verificare che non siano stati asportati o spostati;
c) notificare all’utente le norme di comportamento da osservare, che saranno comunque
affisse nella sala di consultazione.


FRONTESPIZIO DI UN DOCUMENTO



TITOLO IV – OBBLIGHI E DINIEGHI PER L’UTENTE
1. E’ assolutamente vietato all’utente:
a) introdurre in sala studio borse, cartelle, cartellette, quaderni, contenitori e custodie di
qualsiasi genere, che dovranno invece essere collocati negli appositi spazi esterni con
indumenti e altri effetti personali;
b) introdurre in sala studio penne, pennarelli, materiali coloranti, cibi, bevande e qualsiasi
genere di oggetti e sostanze atte a danneggiare i documenti;
c) scompaginare l’ordine dei documenti e dei fascicoli, in qualsiasi stato si trovino;
d) sottolineare anche a matita o scrivere sul materiale consultato;
e) alterare, piegare e danneggiare in qualsiasi modo i supporti dei documenti;
f) staccare fogli da filze, registri, mazzi, ecc.;
g) eseguire calchi e lucidi dei documenti;
h) danneggiare o rimuovere contenitori, sigilli, nastri e legature di qualsiasi genere;
i) inserire fra i documenti segnalibri diversi da quelli forniti dal personale in sala per
segnalare temporaneamente i documenti da riprodurre in copia fotostatica o
fotografica;
j) effettuare riproduzioni dei documenti senza la preventiva autorizzazione del
Responsabile dell’Archivio;
k) utilizzare qualsiasi tipo di scanner portatili;
l) arrecare disturbo in sala studio;
m) usare i telefoni cellulari per fare o ricevere telefonate;
n) consultare o riprodurre documenti di cartelle richieste da altri utenti.
2. Gli utenti dovranno:
a) segnalare al personale addetto eventuali problemi di ordinamento riscontrati nelle
cartelle;
b) comunicare tempestivamente al personale addetto il riscontro di eventuali lacune di
documenti segnalati negli inventari o in altri corredi;
c) rimuovere i segnalibri inseriti fra i documenti per segnalare i documenti da riprodurre in
copia fotostatica o fotografica una volta effettuata la riproduzione.
3. Il personale in servizio può effettuare dei controlli sull’osservanza delle norme da parte
degli utenti.




TITOLO V - RESTITUZIONE E DEPOSITO DEL MATERIALE DOCUMENTARIO
1. Ogni utente può trattenere in deposito per successive consultazioni un massimo di quattro
pezzi per un massimo di trenta giorni dalla data della richiesta.
E' possibile trattenere il materiale in deposito per altri quindici giorni compilando
nuovamente la scheda di richiesta con scritto ben chiaro “rinnovo”.
I pezzi che si intendono trattenere in deposito vanno collocati nell’armadio di deposito.
A consultazione conclusa i pezzi devono essere consegnati al Responsabile.
2. Alla fine della consultazione il materiale documentario deve essere riconsegnato al
personale addetto nello stesso stato in cui è stato preso in consegna dall’utente.
Il personale ha l’obbligo di verificare l’integrità del materiale e la corrispondenza con lo
stato di conservazione iniziale.
3. Il materiale in deposito non può essere dato in consultazione ad altro utente.
4. Il materiale archivistico è escluso dal prestito.
Fa eccezione il prestito temporaneo per mostre, che può essere concesso, nel quadro della
valorizzazione e del godimento pubblico dei beni culturali, alle istituzioni che ne facciano
richiesta, previa acquisizione da parte dell’Amministrazione comunale dell’autorizzazione
della Soprintendenza Archivistica per la Lombardia ai sensi dell’art. 102 del D. Lgs. 29
ottobre 1999, n. 490 “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e
ambientali, a norma dell’art. 1 della legge 08.10.1997 n. 352”.


TITOLO VI - RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI
1. L’utente può chiedere il servizio di foto riproduzione.
Sono esclusi dalla fotocopiatura i seguenti documenti:
a) le mappe e il materiale rilegato o cucito;
b) documenti infilzati o rilegati;
c) pergamene;
d) bolli, sigilli e materiale simile;
e) documenti danneggiati o di difficile maneggiabilità (cartografia di grande formato, lucidi,
supporti fragili, ecc.).
2. Il servizio di fotocopiatura è a pagamento secondo le modalità ed i costi già applicati presso
il Comune ove risiede l'Archivio.
L’Archivio fornisce su richiesta fotocopie nei formati A4 e A3.
L’utente che intende ottenere copie inserisce preventivamente, in sala di lettura, gli appositi
segni di carta nei documenti interessati, senza alterarne l’ordine nel contenitore.
Gli utenti, debitamente autorizzati e previa compilazione dell’apposita domanda, possono
riprodurre i documenti con proprie macchine fotografiche o tramite fotografi da loro
incaricati.
La richiesta di autorizzazione deve indicare l’elenco dei documenti da riprodurre con le
relative segnature.
Chi effettua le riproduzioni con mezzi propri è tenuto a evitare interventi atti a danneggiare
gli originali e a scompaginare l’ordine interno delle unità di conservazione (busta, cartella,
fascicolo o registro).
3. La pubblicazione delle riproduzioni da parte degli utenti è soggetta a specifica
autorizzazione da parte degli uffici competenti dell’Amministrazione comunale.
Gli utenti sono tenuti a consegnare copia degli elaborati e delle pubblicazioni inerenti
documenti tratti dall’Archivio Storico.


TITOLO VII – INVENTARIO E ACQUISIZIONI
1. L’ Archivio è dotato di inventario realizzato su supporto cartaceo e su supporto digitale.
Il supporto cartaceo può essere consultato rivolgendosi al Responsabile dell’Archivio.
Il supporto digitale può essere consultato sul sito internet delle Amministrazioni comunali di
Verderio Inferiore e Verderio Superiore.
2. Presso l'Archivio Storico comunale “Fondo Gnecchi - Ruscone – Gavazzi”, saranno
depositate le future acquisizioni di materiale documentario dei Comuni di Verderio Inferiore
e Verderio Superiore, provenienti sia da Enti Pubblici soppressi, sia da raccolte di privati a
qualsiasi titolo pervenute, vale a dire per acquisto o per donazione, per deposito o
comodato.


TITOLO VIII – SANZIONI E DISPOSIZIONI FINALI
1. L’uso improprio del servizio e la violazione delle norme incluse nel presente Regolamento
possono comportare l’interdizione temporanea o definitiva dalla consultazione dei
documenti conservati nell’Archivio Storico.
2. Il Responsabile può eseguire controlli secondo le evenienze, a campione o sistematici,
all’entrata o all’uscita dell’Archivio, su bagagli e persone.
3. Il Responsabile si riserva, per il miglior funzionamento dell’Ufficio, la possibilità di derogare
dalle presenti norme.
4. A chiunque trasgredisca le norme del presente Regolamento, potrà essere interdetta
temporaneamente o definitivamente la consultazione dei documenti dell'Archivio Storico,
con contestuale comunicazione al Soprintendente archivistico e al Soprintendente ai beni
librari e documentari, fatte salve le ulteriori azioni di difesa degli interessi delle
Amministrazioni Comunali.
5. Per quanto non previsto dal presente Regolamento, si fa riferimento alle leggi in vigore che
disciplinano la materia riguardante gli archivi storici e la loro consultazione.

venerdì 24 settembre 2010

IL FONDO GNECCHI RUSCONE, UNA MINIERA IN CUI IMMERGERSI di Fabio Luini


Fra breve sarà (finalmente) possibile consultare la documentazione organizzata sotto la denominazione di "Fondo Gnecchi Ruscone". Sotto tale denominazione vanno, in realtà, quattro partizioni relative alle famiglie Confalonieri, Arrigoni e Gnecchi Ruscone e alla documentazione consegnata dall'Ingegner Gavazzi.

LA PRIMA PAGINA DELL'INVENTARIO DELL'ARCHIVIO
STORICO DI VERDERIO

Complessivamente, si tratta di quasi 1900 pezzi conservati in 65 faldoni, un intero armadio ricco di informazioni e notizie sul nostro territorio. Il materiale data a partire dalla fine del '500, e parecchia documentazione è relativa al periodo che va dalla metà del '600 a tutto l'800.

Nel suo complesso si tratta senza dubbio del più importante fondo archivistico della nostra zona e attende di essere studiato e valorizzato.



Di grande importanza è sicuramente la documentazione relativa alle compravendite di fondi e case nei territori dei due Verderio, Paderno d'Adda e, in misura minore, Robbiate e Cornate d'Adda. Si tratta di materiale da cui emergono toponimi forse dimenticati (o forse no), destinazioni d'uso, proprietari. Tutto un mondo che girava attorno all'agricoltura, alla terra e al suo utilizzo. Fa eccezione la ricca parte relativa alla casa milanese di proprietà prima Confalonieri, poi Gnecchi Ruscone, documentata con ricche descrizioni a partire dalla fine del '500.


UNA PAGINA DELL'INVENTARIO DELL'ARCHIVIO
STORICO DI VERDERIO



Interessante è anche la documentazione relativa alle due Guerre Mondiali, la Prima soprattutto, della quale sono documentati soprattutto i rapporti con le autorità militari, in particolare relativamente a contadini sotto le armi, le requisizioni di cereali e l'amministrazione del convalescenziario per ufficiali collocato in alcuni locali della villa padronale.



Il fondo, come detto, merita sicuramente attenzione e le due Amministrazioni intendono valorizzarlo attraverso, in primo luogo, la pubblicizzazione dell'inventario che lo correda, inventario che entro qualche settimana sarà pubblicato sui siti internet dei due Comuni. L'auspicio è di costruire percorsi di valorizzazione attraverso ricerche, tesi di laurea, pubblicazione di materiale sulla rete (come già fatto, seppure in minima parte, all'interno del progetto "Archivio on web"), mostre tematiche.

Fabio Luini




Il dott. Fabio Luini è il tecnico archivista che, per conto dalla Cooperativa Archimedia, ha avuto il compito di ordinare e catalogare l'Rchivio Storico di Verderio.

LA GENESI DELL'ARCHIVIO STORICO DI VERDERIO di Marco Bartesaghi



La cronaca di come si è formato l'Archivio Storico di Verderio può essere suddivisa in alcuni episodi.

Il primo risale al 26 aprile 1997, quando, in concomitanza con l'avvio dei lavori di ristrutturazione dell'ala ovest di Villa Gnecchi di Verderio Superiore, furono recuperati documenti dell' "Azienda Agricola Vittorio Gnecchi", che giacevano abbandonati in un locale per molti anni adibito ad ufficio degli "agenti di campagna" susseguitisi nella gestione dell'azienda: documenti, in gran parte del XX secolo, riguardanti i rapporti fra la proprietà e i coloni, la compravendita di immobili, il catasto, la gestione della villa padronale e le situazioni particolari createsi a causa degli eventi bellici del 1915/18 e del 1940/45.



Il loro intrinseco valore e la convinzione che ulteriori documenti, della stessa famiglia o di altre legate alla storia di Verderio Superiore e Inferiore, potessero aggiungersi, fece nascere l'idea di costituire un Archivio Storico comune ai due paesi. Dopo un primo riordino, il materiale fu perciò mostrato dall'allora sindaco Ferdinando Bosisio al signor Giancarlo Carlotti, individuato come uno degli ultimi proprietari dell'azienda e quindi dei documenti: egli, giudicando positivamente l'iniziativa, diede il consenso alla conservazione delle carte presso i due comuni.



Del progetto fu messo al corrente anche l'architetto Francesco Gnecchi Ruscone, il quale, valutandolo a sua volta positivamente, decise di mettere a disposizione la documentazione di famiglia in suo possesso: carte che, a partire dalla prima metà del '500, riguardano i beni della famiglia Airoldi, il loro passaggio, agli inizi del '600, ai Confalonieri, il consolidamento e lo sviluppo della proprietà, nei secoli XVII, XVIII e XIX, nelle mani di questi ultimi, fino alla vendita, nel 1888, a favore della famiglia Gnecchi Ruscone.





Alcune serie di questi documenti si presentavano, al momento della consegna, in cattive o pessime condizioni, perché conservati in ambienti eccessivamente umidi. Affidate alle cure dell'Archivio Plebano di Vimercate, diretto dalla signorina Maria Corbetta, grazie al lavoro del signor Carlo Mauri e dei suoi collaboratori, sono state in buona parte salvate.


Oltre ai già citati documenti, l'architetto Gnecchi consegnò all'Archivio un faldone riguardante la Roggia Annoni - canale d'irrigazione acquistato, insieme al "fondo Bergamina", da un ramo della famiglia negli anni trenta del novecento -, un altro riguardante il diritto di pesca nel lago di Sartirana, bacino da cui la roggia proveniva, e un altro ancora relativo alla casa che gli Gnecchi possedevano a Milano in via Filodrammatici, oggi sede di Mediobanca.



Il terzo episodio di questa cronaca è fortunoso quanto e forse più del primo. I discendenti del musicista Vittorio Gnecchi Ruscone avevano avuto a disposizione per molti anni un locale attiguo alla chiesa di Sant'Ambrogio, di proprietà della Parrocchia di Verderio sup., dove conservavano carte di famiglia, in gran parte relative all'attività musicale del congiunto.


Nel novembre 1998 decisero di liberare il locale, tenere le carte ritenute utili ai loro scopi e destinare alla discarica le rimanenti. Il signor Giancarlo Bosisio, incaricato del trasporto di queste ultime, informò alcune persone impegnate nel progetto di costituzione dell'archivio, affinché valutassero se, fra il materiale avviato al macero, non ci fossero documenti da salvare.


La maggior parte di quanto fu così recuperato è riconducibile a Vittorio Gnecchi Ruscone. Altri documenti sono relativi invece all'intera famiglia, riguardando le sue attività economiche e finanziarie e la sua vita interna. Particolarmente interessanti, a proposito di quest'ultimo aspetto, le minute de "Il Giornale di Famiglia", un periodico manoscritto che i suoi componenti tennero in vita dal 1867 fino agli inizi del '900, rispettando per tutti quegli anni la frequenza settimanale della pubblicazione.






Un gruppo di documenti, meno consistente come quantità dei precedenti ma comunque significativo e importante, è stato donato dalla signora Giovanna Gnecchi Premoli. Riguarda i beni immobili che furono proprietà di suo nonno, Alessandro Gnecchi Ruscone, dislocati soprattutto nel centro storico di Verderio Superiore.



Un altro lotto di documenti pervenuto all'Archivio è stato donato dal signor Giuseppe Gnecchi Ruscone. Riguarda, in gran parte, i beni che , nella prima metà del '600, passarono dalle mani degli Airoldi a quelle dei Marchesi Arrigoni e da questi, nel 1823, a Giacomo Ruscone. Contratti di compravendita, rapporti con le proprietà limitrofe, ma anche documenti, in particolare registri, riguardanti le produzioni agricole e i rapporti con i contadini. Alla morte di Giacomo Ruscone, 1842, i suoi possedimenti furono ereditati dai nipoti Giuseppe e Carlo Gnecchi. Per volontà dello zio essi acquisirono anche il suo cognome, che da allora identifica questo ramo della famiglia come Gnecchi Ruscone Oltre a quanto già citato, sono presenti due mappe del territorio di Verderio Superiore e Inferiore: in una, in un solo foglio, è evidenziata la proprietà Ruscone, e risale quindi alla prima metà dell'ottocento; nell'altra, in quattordici fogli, è messa in evidenza la proprietà Confalonieri e, per la presenza dell'Aia, può essere datata alla seconda metà di quel secolo.


Recentemente un consistente gruppo di documenti sono stati messi a disposizione dell'archivio dalla famiglia Gavazzi.


Nell'ottobre del 1999 la cooperativa Archimedia ha presentato un progetto per l'ordinamento e la valorizzazione dell'archivio; nel gennaio dell'anno 2000 ha ottenuto l'incarico per la sua realizzazione.


Oltre all'inventario dei documenti di cui sopra si è parlato, Archimedia, avendo ricevuto l'incarico dai comuni di Verderio Inf. e Sup., Paderno, ha effettuato una ricognizione presso gli archivi di stato di Como e Milano e presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano alla ricerca dei documenti riguardanti il territorio dei tre comuni, conservati presso quelle istituzioni: ciò ha permesso la compilazione di un lungo elenco di carte che sarà a disposizione dei frequentatori dell'Archivio Storico, facilitandone il lavoro di ricerca.



Marco Bartesaghi


Nelle immagini alcune pagine di un libretto colonico.