lunedì 10 agosto 2026

LA LIBERAZIONE E LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA di Danilo Villa, Sindaco di Verderio

 


Ringrazio tutti i presenti, i nostri Alpini, le Associazioni che portano l’eredità partigiana, i cittadini e i giovani. 

Oggi siamo qui per una Celebrazione che è fatta di Memoria e di Festa, non per un rito ripetitivo che rischia di sbiadirsi nel tempo.

Oggi siamo qui per alimentare una memoria viva, che segna profondamente la nostra vita ogni giorno. Il 25 Aprile non è solo una data sul calendario, ma deve essere una bussola morale per la nostra quotidianità.

Perché se noi viviamo in un Paese libero, lo dobbiamo alla Lotta di Liberazione, alla Resistenza, ai Partigiani. 

Oggi desidero ricordare con voi la Resistenza Partigiana insieme alla nostra Costituzione, per unire il valore storico del 25 Aprile, alla forza giuridica e morale della nostra Carta, che il prossimo 2 Giugno compie ottant’anni. 

Un anniversario che dobbiamo ricordare con grande e sincera riconoscenza. 

Sandro Pertini diceva: "Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale, stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. La Repubblica è stata conquistata con sangue e lacrime. Bisogna difenderla con l'onestà, con la rettitudine, con la coerenza"

Questo è il principale impegno morale delle Istituzioni e desidero scandirlo in cinque punti in cui si declina.

    1. Le radici della nostra libertà: il 25 aprile 1945 ha segnato la fine della dittatura e dell'occupazione. È stata l'alba della nostra Democrazia. Il 25 Aprile è la data spartiacque della nostra storia: il momento in cui l'Italia rialza la testa e sceglie il riscatto, la dignità e il coraggio. Senza la Resistenza non avremmo avuto la libertà di parola, di associazione e di voto, che oggi consideriamo scontate e forse trascuriamo. 

    2. La Costituzione come "testamento di pace": la Costituzione è il progetto di futuro che i Partigiani ci hanno consegnato: non è solo un elenco di regole, ma un patto di solidarietà. La nostra Carta è nata sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale e ottant’anni fa, i “Padri e le Madri Costituenti”, hanno trasformato il sacrificio dei Partigiani e dei Civili in norme scritte. La Costituzione è un patto vivente di convivenza civile che ci protegge da ogni deriva autoritaria. 

    3. Il legame di sangue tra Resistenza e Costituzione: Liberazione e Costituzione sono due facce della stessa medaglia: la prima ha abbattuto i muri dell'oppressione, la seconda ha costruito la casa comune in cui tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzioni di sesso, razza, lingua o religione. Stessi diritti e doveri.


Voglio ricordare alcune parole di Piero Calamandrei, uno dei Padri Costituenti: "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione." 
    4. Il ripudio della guerra come dovere attuale: In questa fase storica, sconvolta da guerre orribili, ricordiamo insieme l'Articolo 11 della nostra Carta: la nostra Repubblica "ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli". Ricordare il 25 aprile oggi significa anche rinnovare un impegno attivo per la diplomazia, il dialogo e la solidarietà internazionale. I valori del 1945 devono orientare la nostra postura di oggi rispetto alle raffiche dei "venti di guerra". 
Mentre assistiamo a conflitti che straziano delle popolazioni vicine, il nostro Articolo 11 è un comandamento morale: la nostra Repubblica ripudia la guerra e anche noi dobbiamo sentirci ostinatamente impegnati ad alzare la voce per chiedere ai Governanti di ricercare una pace giusta. 
    5. La memoria come impegno civile: la libertà va "manutenuta", ogni giorno, con la partecipazione e il rispetto delle Istituzioni. 
Essere custodi della memoria significa essere, oggi più che mai, costruttori di pace e di giustizia sociale, celebrare la Liberazione non è un esercizio di retorica, ma un atto di responsabilità. 
Onorare chi ha dato la vita per la nostra libertà, significa tradurre quei valori in azioni quotidiane: accoglienza, rispetto del prossimo, difesa dei più deboli e amore per la Democrazia. 
La nostra Costituzione ci insegna che la pace non è l’assenza di guerra, ma la presenza della giustizia. 
Portiamo con noi, fuori da questa piazza, l’impegno a essere costruttori di un domani in cui la dignità umana non può essere calpestata. 
Anche noi affermiamo con Giuseppe Dossetti: che "La Resistenza fu un evento spirituale, [morale] prima che politico."  Un moto dell’anima. 

Viva il 25 Aprile, viva la Costituzione. Viva l’Italia libera e democratica.



Verderio, 25 Aprile 2026


Le immagini, dall'alto: "La liberazione di Venezia", Armando Pizzinato, 1952; "La donna e l'impiccato", Giaacomo Manzù; disegno di Renato Guttuso dedicato al massacro delle Fosse Ardeatine. 

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