mercoledì 14 aprile 2010

INTERVISTA AL MUSICOLOGO IANNELLI SU VITTORIO GNECCHI RUSCONE


il 17 aprile alle ore 12, sarà trasmessa un'intervista di Ricciarda Belgiojoso a Marco Iannelli con brani musicali delle opere di Vittorio Gnecchi Ruscone su Radio Classica alle seguenti frquenze:
Milano: FM 94,00
Como, Lecco e Alta Brianza: FM 93,9
Genova: FM 101,1
Roma: FM 89,5
Oppure su: www.radioclassica.net

ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE A BELLUSCO


clicca sulle immagini per ingrandirle

venerdì 9 aprile 2010

ABBRACCIAMO "LA SALETTE", sabato 17 aprile alle ore 20,00

sabato 17 aprile alle ore 20,00 - con partenza dalla rotonda del platano di Verderio Superiore

FIACCOLATA

fino alla cascina "la Salette"
per abbracciarla e darle un saluto ... probabilmante l'ultimo.

Costruita nel 1856 dalla famiglia confalonieri,
"la Salette" è stata una delle cascine più belle della Brianza.
Anni di abbandono l'hanno ridotta ad un rudere difficilmente recuperabile.

Con questa fiaccolata

MANIFESTIAMO

il nostro dispiacere per la fine di un bene architettonico
importante per la storia di Verderio.

la Redazione
de "UL TAPELON"

Altri articoli e fotografie sulla cascina sono state publicate su questo blog. Li trovi sotto l'etichetta "edifici rurali".

"ABBRACCIAMO LA SALETTE": manifesto - invito di Alice Seregni




Alice Seregni abita a Verderio Superiore e frequenta la terza elementare. Ha disegnato questo bel manifesto per l'abbraccio de La Salette. La ringrazio.
Potrebbe essere un'idea che, per la fiaccolata di sabato 17, altri imitino la sua iniziativa e disegnino altri manifesti da esporre sulla recinzione della cascina.

giovedì 8 aprile 2010

"LA SALETTE" IN UNA FOTO DEGLI ANNI QUARANTA DEL NOVECENTO

foto 1
In questa fotografia scattata, mi sembra, dal giardino di Villa Gnecchi si vede, sullo sfondo cascina La salette, preceduta da un'altra cascina, la Mezzanuga, già scomparsa da molti anni.

foto 2 PARTICOLARE.
LA SALETTE, A SINISTRA.
CASCINA MEZZANUGA IN PRIMO PIANO

La foto è probabilmente stata scattata negli anni quaranta del novecento da Franco Greppi, genero di Vittorio Gnecchi Ruscone.
12 aprile 2010
GIULIO OGGIONI RITIENE CHE L'EDIFICIO IN PRIMO PIANO NELLA FOTOGRAFIA NON SIA CASCIAN MEZZANUGA: QUESTA, SECONDO GIULIO, ERA PIù BASSA E FORMATA DA UN UNICO CORPO. FOTOGRAFATA DA VILLA GNECCHI, INOLTRE, NON APPARIREBBE NEMMENO IN QUELLA POSIZIONE.
SECONDO GIULIO SI TRATTEREBBE INVECE DI DUE COSTRUZIONI IN VIA DEI MAGGIOLI, QUELLA "DEL MAPEL" E QUELLA "DEL CAMPE ".
pENSO CHE LE OSSERVAZIONI DI GIULIO SIANO ESATTE E LO RINGRAZIO. Marco Bartesaghi

"LA SALETTE" IN DUE LIBRI DI GIULIO OGGIONI



In occasione del Natale 2005 l'Amministrazione Comunale di Verderio Superiore ha regalato alle famiglie il libro di Giulio Oggioni "La Salette, storia di una cascina e della sua Madonna". Con questa iniziativa il comune ha voluto ricordare il centocinquantesimo anniversario della costruzione dell'edificio, avvenuta nel 1856.



Nella prima parte del libro viene ricostruita la storia della cascina e della famiglia Confalonieri, che la fece edificare e che fu presente a Verderio dalla metà del seicento fino all'ultimo ventennio dell'ottocento.
Il resto del libro si occupa invece della Madonna de La Salette. La cascina prende infatti nome da un villaggio francese, La Salette appunto, dove il 19 settembre 1846 la Madonna sarebbe apparsa a Melania Calvat e a Massimino Giraud, due ragazzi intenti a pascolare le mucche. Per questa seconda parte Giulio si è avvalso della collaborazione di padre Umberto Paiola, missionario de La Salette.
Giulio Oggioni, nativo della cascina, le aveva già dedicato ampio spazio nel suo primo libro, "Quand sérum bagaj", un testo dedicato ai ricordi della sua infanzia e, più in generale, al tempo in cui l'attività agricola era al centro dall'economia del territorio.



I due libri, disponibili al prestito presso la Biblioteca Intercomunale, possono ancora essere acquistati rivolgendosi a Giulio.

martedì 6 aprile 2010

IO ABBRACCEREI ANCHE LA CAPPELLA DI S. ROCCO di Marco Bartesaghi




La Cappella di S. Rocco è un piccolo edificio sacro che sorge in via Sernovella, all'angolo con via S. Rocco. Nel suo piccolo sofre delle stese condizioni di abbandono della cascina La Salette.
In più, è poco amata perché impedisce una buona visuale sulla trafficatissima via Sernovella, in corrispondenza del "brutto" incrocio con via Manzoni obbliga gli automobilisti a fare zig - zag ed è d'impedimento alle manovre automobilistiche degli abitanti delle case sorte nelle vicinanze.



I recenti interventi viabilistici hanno cercato, a mio avviso riuscendoci, a porre rimedio a questi inconvenienti, ma comportano un po' di fatica in più per gli automobilisti.
La cappella risale molto probabilmente al XVII secolo; la via Manzoni e tutte le villette che circondano la cappellina sono venute molto più tardi. Mi domando: non l'avevano vista? non si poteva tener conto della sua presenza in sede di progetto dei vari insediamentii?
Io abbraccerei anche lei" perché è un pezzo della vita di questo paese ed è stata meta di devozione per secoli, fino agli anni sessanta del novecento. L'abbraccerei e cercherei di trovare il modo di restaurarla affinché torni ad avere un aspetto dignitoso.

Marco Bartesaghi



domenica 4 aprile 2010

S. ROCCO di Marta Cattazzo




LOCALITA' : Verderio Superiore
UBICAZIONE: Cappellina di S. Rocco, via Sernovella
ICONOGRAFIA: S. Rocco (detto S. Rocchino)
COLLOCAZIONE: parete interna, da terra cm.145
DIMENSIONI: cm 102 x cm 152
PROPRIETA': pubblica, del paese








IMMAGINE ORIGINALE (foto 2002)


PARTICOLARE DEI VOLTI (foto 2002)



1 - C da Sesto. S. Rocco, olio su tavola,
1523. Milano, Museo d'Arte Antica,
Castello Sforzesco

2 - Capelli, S. Rocco
Verderio Superiore

DESCRIZIONE
Il santo in questione rispecchia l'iconografia consueta e riconoscibile, come tale doveva essere, presentando tutti i caratteri simbolici di questo personaggio: il mantello, il cappello ed il bastone da pellegrino, inoltre il piccolo cane ai suoi piedi che gli procura il pane per sfamarsi. Infine, alle sue spalle un angelo con la palma del martirio gli preannuncia il suo destino.
Si ricorda, infatti, che Rocco fu infetto dal terribile morbo mentre si dedicava alla cura degli appestati; ritiratosi per morire in solitudine fu guarito grazie alla presenza di un cane che gli avrebbe portato quotidianamente del pane e leccato la ferita fino alla guarigione.
In questa rappresentazione, ispirata alla maggior parte delle opere cinquecentesche (fig. 1) o dei secoli seguenti, risalta comunque l'aspetto eroico del giovane santo, il quale evidenzia la perfetta forma fisica e non, come probabilmente doveva essere, i segni della sofferenza (tant'è che di ritorno in patria venne imprigionato in quanto non fu riconosciuto, poiché la peste lo aveva trasfigurato).


VISTA DELLA CAPPELLINA DI S. ROCCO
LUNGO LA VIA SERNOVELLA (foto 2002)



INTERNO DELLA CAPPELLINA
DI S. ROCCO (foto 2002)


DATI STORICI INERENTI
La cappellina è collocata ai margini del paese, fuori dall'antico borgo, poiché sorge in un posto preciso da tempo luogo sacro. Si pensa infatti che fu voluta nel periodo della peste di S.Carlo o quella poco dopo del Seicento, come era abitudine di allora far erigere croci, steli o piccole cappelle in ricordo ai morti dell'epidemia, i quali venivano sepolti vicino (a Verderio perirono una quarantina di persone).
Un disegno ottocentesco di un certo C. Amati, descrizione della Battaglia di Verderio del 28 aprile 1799, riporta la cappellina in pietra dalle dimensioni molto simili a quella attuale denominata S. Rocchino, testimonianza esplicita della sua remota esistenza.
Giungendo a periodi più vicini, nel libro Liber Chronicus presente in Archivio Parrocchiale, nel settembre 1926, alla p. 262 si legge: "In occasione del 25° di sacerdozio del parroco, Antonio e Vittorio Gnecchi-Ruscone fecero erigere ex-novo la cappella di S. Rocchino distrutta dal tempo".
Inoltre, nella parete esterna dell'edificio è inciso su una targa:
SACELLUM HOC
SANCTO ROCHO DICATUM
VETUSTATE DIRUTUM
ANTONIUS ATQUE VICTOR
GNECCHI RUSCONE
ÆRE PROPRIO
RESTITUERUNT
A.D. MCMXXVI
PAROCHO D.C. GREPPI
MISSAM JUBILAREM
CELEBRANTE
EM. CARD. E. TOSI
DIE XIV SEPT
BENEDICENTE

"Questa cappella dedicata a S. Rocco diroccata dalla vetustà, Antonio e Vittorio Gnecchi-Ruscone ricostruirono nel luogo proprio nell'anno 1926, celebrante la Messa giubilare il parroco don Carlo Greppi, il cardinale Emilio Tosi il 14 settembre benedicente".
Un cartiglio, invece, più piccolo posto vicino all'ingresso, reca la seguente iscrizione:

100 GIORNI DI INDULGENZE
A CHI RECITI PATER AVE GLORIA
AD ONORE DI S. ROCCO
S.E. CARD. E. TOSI
14.9.1926

L'anno seguente, sempre dal Liber Chronicus, in data 26 settembre 1927, alla p. 266 è nuovamente trascritto: "Inaugurazione e benedizione di S. Rocchino, rifatto quasi ex-novo della casa Gnecchi".
Dopo la famiglia Gnecchi subentrarono nella proprietà di questa cappellina i Baraggia di Aicurzio, i quali erano proprietari di diverse terre. Successivamente essa passò in custodia al paese.
Per quanto riguarda la devozione popolare, fu sempre viva: fino a qualche anno fa si celebrava la Messa il giorno di S Rocco e nel mese di maggio.
A seguito di un incidente stradale, avvenuto negli anni '80, dal quale rimase illeso un ragazzo, il padre decise di far installare la luce munita di sensore Per Grazia Ricevuta. Da allora la devozione si animò ancora per qualche anno, dopo di che, a causa dell'intenso traffico della strada principale e per la pericolosità crescente dell'incrocio, si dovette sospendere ogni funzione.

Marta Cattazzo