lunedì 2 gennaio 2012

"STREET ART" PERCORRENDO LA VIA FRANCIGENA di Marco Bartesaghi

La via Francigena è bella, a tratti splendida. Ciò non toglie che, come tutti i sentieri, comprenda pezzi bruttini o noiosi, come quando  corre parallela alla via Cassia e magari la interseca, sottopassandola, in più punti. Per fortuna in questi sottopassaggi, di per sé squallidi, abili artisti clandestini hanno lasciato il loro segno. Quella che presento è una selezione di disegni murali trovati nel percorso da Siena a Roma.

SIENA

Disegno su carta, ritagliata e incollata


ORVIETO
Vagone ferroviario

TRA VITERBO E CAPRANICA

 

ROMA - VIA TRIONFALE


ROMA - MONTE MARIO


lunedì 19 dicembre 2011

TANTI AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO


Immagine in legno intagliata nella scuola di falegnameria di Wayapacha, in Bolivia, dove vive nostra figlia Maria

BREVE STORIA DI UNA PIASTRELLA "ANOMALA" NELLA CHIESA PARROCCHIALE DI VERDERIO INFERIORE di Carla Comi e Marco Bartesaghi





Nel pavimento della chiesa parrocchiale di Verderio Inferiore, incastonata fra le altre, una ed una sola piastrella porta disegnate e sovrapposte le lettere AM, iniziali di Ave Maria. La piastrella fu posata a testimonianza di un avvenimento drammatico e come ringraziamento per il suo lieto fine, dovuto, secondo un comune sentire, assai diffuso allora e non dimenticato oggi, all'intervento prodigioso della Madonna.
Durante la costruzione della chiesa avvenne infatti che un muratore cadesse dall'impalcatura senza riportare danno alcuno, salvo qualche leggera ammaccatura. La leggenda, che si tramanda in paese, racconta che il muratore abbia invocato la Madonna del Buon Consiglio, raffigurata nel dipinto conservato in fondo alla chiesa, qui giunto forse dalla cappella della Bergamina, come dono della famiglia Annoni, allora proprietaria della cascina.

La "Madonna del Buon Consiglio"


L'immagine rappresenta Maria che accudisce il figlio, posandogli una mano sulla spalla, mentre egli è intento a studiare i sacri testi.
Oltre al presunto intervento in soccorso del muratore, a questa immagine si attribuisce un altro episodio miracoloso: quello di aver impedito l'abbattimento della parte di muro sul quale il dipinto stesso era inserito, unico avanzo rimasto dell'antico edificio.
Probabilmente per uno o entrambi questi episodi, in una cartolina postale spedita nel  dicembre del 1909 questa Madonna è indicata come" Madonna miracolosa".

Immagine della Madonna del Buon Consiglio du Verderio inferiore in una cartolina dell'inizio del novecento


A Verderio Inferiore l'episodio della caduta del muratore dall'impalcatura è tramandata e quindi conosciuta in molte famiglie. Il buio che però circonda l'identità del protagonista, fa sussistere un alone di mistero e di dubbio sulla veridicità del fatto. A Robbiate, invece, dell'uomo si conosce nome, cognome e addirittura il soprannome, legato peraltro proprio a quel episodio.
Di lui parla l'amica Maria Fresoli, nell'articolo che segue.





"STOGN", AL SECOLO PAOLO CASIRAGHI, L'UOMO CHE CADDE DA UN'IMPALCATURA DELLA CHIESA DI VERDERIO INFERIORE IN COSTRUZIONE di Maria Fresoli

"II brianzuolo è sveglio, industre, attoso... Altre volte bonaccioso allegroccio, schietto: ora piuttosto arguto, proverbioso, petulante..." (Cesare Cantù - Storie Minori). Ben si adatta questa descrizione dell'illustre storico Cesare Cantù, del resto pure lui brianzolissimo, al personaggio che vogliamo qui citare.

Paolo Casiraghi nacque a Robbiate nel 1887 da Felice e Antonia Magni, ultimo di quattro figli. Bel giovane forte e robusto, fu assunto alle dipendenze del Comune in qualità diseppellitore, ruolo già ricoperto in precedenza dal padre e, prima ancora, dal nonno Giovanni. Per aiutare la

Paolo Casiraghi è il ragazzo in prima fila.


povera famiglia, Paolo si arrangiava pure in lavori da muratone perché soleva dire: "chi gh'ha un mestee in man ghe manca mea un tòcch de pan"; ed è nello svolgimento di quest'ultima mansione che gli venne affibiato il noto soprannome: "stogn". In breve i fatti.
Il giovane Paolo lavorando nei primi anni del novecento su un' alta impalcatura, all'interno della Chiesa Parrocchiale di Verderio Inferiore, accidentalmente perse l'equilibrio precipitando a piombo sul pavimento ma rimanendo quasi per miracolo incolume, senza un graffio e senza una frattura. Per la gente fu il fisico "stògn" cioè forte e vigoroso a salvare il giovane; ecco svelato il perché del suo soprannome.

"stogn"


Nel 1910 il ventitreenne Paolo convolò a nozze con la bella diciannovenne Angela Consonni detta "la Muretèn", dal colore corvino dei suoi riccioli. Dalla loro unione nacquero quattro figli, ed è proprio dai loro racconti che ci apprestiamo a tracciare, attraverso alcuni gustosi aneddoti, un profilo sulla figura allegra e arguta del nostro personaggio.

Il primo fatto accadde durante la seconda guerra mondiale e vede Stògn intento a giocare a carte nel cortile dei "Peschett", dove era aperta un'osteria, con alcuni amici ed un militare tedesco di passaggio. Vuoi per la pronuncia incomprensibile, vuoi perché il soldato non conosceva il gioco, sta di fatto che Stògn si lasciò scappare un "va là macaco!" A questo punto il militare indignato, che fortunatamente conosceva poco la nostra lingua, alzandosi di scatto  lo prese per il bavero gridandogli minaccioso: "Cosa volere dire macaco?" E Stogn calmo e deciso: "Macaco significa giovane alto e bello!".Il  militare precisò: "Ooh bene! Io avere un fratello alto e bello come me" e lui subito di rimando: "Allora altro macaco!".
Sempre nel periodo bellico i tedeschi, al momento della trebbiatura, requisivano gran parte del raccolto costringendo i contadini a nasconderne una parte per potere poi sfamare le famiglie. Nell'estate del '44, mentre si era intenti alla trebbiatura e i covoni erano accatastati in grossi pagliai ai piedi del Monterobbio, nei pressi del bivio Moncucco-Duraga, arrivò una pattuglia tedesca al comando di un ufficiale, pronta a requisire  tutto il raccolto. Fortuna volle che buona parte del frumento fosse già stata  stata nascosta, ma l'ufficiale insospettito da quel magro bottino cominciò a minacciare i poveretti e tramite l'interprete, chiese di parlare col più anziano. Tutti ammutolirono impauriti. Si fece avanti Stògn che, con abile sceneggiata, piangendo e supplicando spiegò all'interprete, indicando il fianco scosceso della collina, che il magro raccolto era dovuto a quel terreno arido e sassoso. L'ufficiale tedesco  credette a quella versione e si accontentò del frumento rimasto: e pensare che sul Monterobbio non fu mai seminato grano ma piantato solo viti!

Tornando dal lavoro un caldo pomeriggio d'estate, con un bicchiere di più, Stògn,  apprestandosi a entrare in casa, incespicò nei gradini della soglia, andando dritto dritto a capofitto in un cestone che stava nel corridoio di casa e colà piombò addormentato. La moglie preoccupata, non sapendo come trarlo da quella scomoda posizione, corse a chiedre aiuto. Allora "Sandren" e "Togn" amici e vicini di Stògn, l'uno armato di secchio colmo d'acqua e l'altro di pennello a mo' di aspersorio gli diedero una salutare rinfrescata e poi, presolo per i piedi, lo rimisero in sesto sotto gli occhi divertiti della "Muretèn".

Angela consonni, la moglie

Nel periodo di ristrezzette economiche soleva il nostro amico rincuorare la moglie dicendo che "per i debiti non si muore, in galera non si va, si segnano sulla lista e un bel dì si pagherà!" O per meglio dire che "i danee vòn e vègnen!".
Quando invece arrivavano momenti economicamente più favorevoli era solito ripetere agli amici: "Sugarà l'Adda, sugarà ul Tesèn (Ticino) ma mai ul bursèn de Stagnen" ossia "Dio ved e Dio pruved!". Ci sarebbero tante e tante cose ancora da raccontare su questa figura schietta e vivace che è poi la figura dei nostri nonni che hanno vissuto in tempi meno felici di sicuro, ma accettati con serenità di spirito, semplicità e fiducia; questo guardare al passato con affettuosa partecipazione è una sorta di legame sentimentale con le gerenazioni che ci hanno preceduto.


"Stogn" con una nipote
NOTA DELL' AUTRICE
Ho sentito molte volte raccontare questi fatti, in particolare quello della caduta dall'impalcatura di Verderio Inferiore, dai miei vecchi, ma soprattutto dal figlio di "Stogn",  Antonio, che conosceva bene anche Verderio perchè è stato per molto tempo, fino agli anni 70, letturista dei contatori della Società Orobia prima e Enel poi.
Questo articolo è stato pubblicato dal notiziario parrocchiale di Robbiate di luglio-agosto 1994.
Maria Fresoli

LA CHIESA PARROCCHIALE DI VERDERIO INFERIORE IN QUATTRO CARTOLINE DELLE ARTI GRAFICHE SCOTTI DI CORNATE D'ADDA








Queste cartoline sono state stampate dalla ditta "Arti Grafiche Scotti e Figli" di Cornate d'Adda.
Appartengono all'amica Carla Comi che gentilmente mi ha permesso di fotografarle e pubblicarle sul blog. La ringrazio.

Colgo l'occasione per ricordare che colleziono cartoline di Verderio e che sono interessato ad acquistarne se il prezzo è accessibile.Marco Bartesaghi

CAMMINATA QUASI COMPLETA, DA SIENA A ROMA, LUNGO LA VIA FRANCIGENA di Giovanna Villa - seconda parte

La prima parte di questa cronaca è stata pubblicata  blog il sei dicembre 2011. M.B.



19 agosto, venerdì
Smontaggio campo, offerta a parroco e si chiede bene per pullman.
"non c'è ora, ma forse ma forse alle 14 ma ..... suvvia per S. Quirico sono solo 7 km"
E allora .... Si parte. Sotto il sole, in salita, che fatica ma ci si arriva prima di mezzogiorno. Si visita la Collegiata, molto bella, e  il parco, si beve una bibita al bar (che lusso, ma, dopo tutto, siamo in vacanza).



San Quirico - La Colleggiata e il parco


Chiediamo informazioni all'ufficio turistico per varie linee di autobus
"No, non c'è nulla ma ... vediamo, da Bagno Vignoni no impossibile ma ... forse ... però ... si, si, c'è un autobus che va a Siena alle 8,45 e alle 14.
Bene! Ora si deciderà che fare.

Pranzo a San Quirico
 
Si pranza, un buon caffè, riposino fino alle 15,00 e poi si prosegue fino a Bagno Vignoni
Primo tratto salita, salitella, salitona, salitina, salitissima ... si arriva a Vignoni Alta. Un piccolo borgo carino con caratteristici scorci.

Veduta di Vignoni Alta
Una lapide a Vignoni Alta
 
Poi discesa "pazzesca", frenare il carrello è un po' difficile ma si giunge sani e salvi a Bagno Vignoni.


Bagno Vignoni - La piazza con la vasca di acqua termale


Gioiellino ma .... un po' finto. Piazza con piscina termale bellissima, affascinante ma tutto lì. Il resto è finto, non c'è un negozio d'alimentari, una casa vera, solo hotel, ristoranti, bar, beh, c'è anche una libreria e una boutique del formaggio dove facciamo la spesa perché abbiamo intenzione d'andare a campeggiare vicino al fiume. Prendiamo anche scorta d'acqua: 8 litri=8 kg.



Scendiamo verso il fiume ma non troviamo la giusta via e ci troviamo in mezzo ai campi coltivati. Un contadino ci lascia piantare la tenda ... Marco è diventato proprio sciolto nel chiedere!! Piantiamo il campo, cuciniamo pasta al ragù di cinghiale (la boutique era ben fornita) mangiamo, ci laviamo e riusciamo a lavare anche i piatti. Poi sentiamo dei grugniti preoccupanti e ci ritiriamo in tenda radunando dentro anche tutto il materiale. Dormiamo un po' male, io per mal di gola e orecchie, Marco perché dice che è agitato: mah!

20 agosto sabato
Sveglia all'alba, anzi prima dell'alba. Ore 5,30 è ancora buio ma abbiamo timore di perdere il pullman che abbiamo deciso di prendere per saltare un paio di tappe per pausa meditativa e riposante.
Smontiamo, prepariamo gli zaini e, prima sfiga della giornata, Marco perde una lente degli occhiali .....la trovo fortunatamente, non so come, in mezzo alle stoppie schiacciate dalla tenda.
Comunque nei tempi siamo migliorati alle ore 6,20 siamo pronti, risaliamo fino a Bagno e poco dopo le ore 7 siamo già lì con quasi 2 ore di anticipo!



L'edicola è aperta, si compra l'attack per aggiustare la lente degli occhiali.
Troviamo dei bagni pubblici e così possiamo lavarci un po' comodamente.
Facciamo un giro in piazza che di primo mattino e vuota è più affascinante, "puciamo" i piedi nei torrentelli di acqua calda.



Ci piazziamo poi,  su un tavolo per pic-nic e facciamo colazione con avanzi della sera precedente:pane, formaggini di capra alle erbe e verdurine sott'olio: leggera eh! Poi Marco si appresta ad aggiustare gli occhiali ma, DISASTRO,( seconda sfiga della giornata) mentre apre l'attak schiaccia il tubetto e si incolla tutte le dita , anzi tutta una mano, versiamo sopra l'acqua che abbiamo a disposizione, poi prova strofinandoci sopra della terra e poi va in bagno e lava le mani ripetutamente con il sapone. Risultato: ha una mano completamente rivestita da una sostanza, ormai secca, bianca ma, soprattutto, la "fede" inesorabilmente attaccata al dito e la cosa gli dà un po' d'angoscia!
Va, poi, a riempire le bottiglie d'acqua e quando torna si accorge di avere tutte le scarpe imbrattate di .... cacca,  (terza sfiga!) le pulisce in vari modi ma poi ci siamo accorti che forse era solo fango ... non aveva odore cattivo ... beh comunque mattinata un po' così.
Stiamo aspettando il pullman, mancano 5/10 minuti arriva una signora del posto e: "dovete prendere l'autobus? Chissà se arriva? Perché a volte, si ferma giù in basso, se è in ritardo così a caso..ma speriamo ..." vado un po' in apprensione ma arriva e in un batter d'occhio siamo tornati a Siena, vicino alla stazione c'è un bel supermercato Coop, è la terza volta che ci andiamo, compriamo anche un "bel" zainetto che costa ben 4 € e .... un pollo allo spiedo.

L'importante è avere "stile".
 
Prendiamo il treno per Chiusi: bellissimo, davvero molto confortevole, e lì pranziamo con il nostro pollo (con le mani, a strappo, ma molto dignitosi). Poi prendiamo un treno per Orvieto, Intercity con prenotazione, costosissimo e scomodissimo, non riusciamo a sistemare i bagagli. Fortunatamente sono solo poche fermate, poi, arrivo ad Orvieto: TRAGICO!
Corri, Sali, scendi, prendi zaino, sistema carrello, fai scale. Alla fine appena fuori dalla stazione si rompe il carrellino: momenti di panico!?!




Orvieto
 
Ma poi, con genialità Marchina, si riesce a recuperare un pezzo di ferro per far leva e si sistema il tutto con dei legnetti che, come spessore, mantengono ferma la ruota che rimane così nella giusta posizione per poter funzionare.
Beh! Per ora è sistemato, vedremo quanto dura.
Abbiamo del tempo e decidiamo di fare un giro in centro in attesa del pullman per Bolsena.
Lasciamo i bagagli ad un hotel che fa da deposito bagagli ... peccato che questo albergo sia in cima ad una salitona infinita. Prendiamo la funicolare e un pulmino e in un attimo siamo in piazza del duomo, visita in centro  ma senza entrare nel duomo: costa 3 € e io non posso entrare perché sono in canotta "succinta" (commenti anticlericali di molti)
Si ritorna alla funicolare e giù in stazione si aspetta l'autobus, CALDO BESTIALE!
Ore 18,10 partenza per Bolsena, itinerario in mezzo a boschi verdissimi e poi si vede il lago.
Fermata, naturalmente in centro città. Si deve quindi scendere al lago per trovare un campeggio.
Sul lungo lago bisogna decidere: andiamo a destra o a sinistra? Sinistra, naturalmente. Cammina, cammina : camping COMPLETO! (ultima sfiga della giornata?) . Cammina cammina:  ultimo campeggio a destra .... c'è posto!
Piantiamo la tenda. Poi bagno ristoratore nel lago al tramonto, doccia, cena e ...nanna.
Ho un bel raffreddore e un po' di tosse.

21 agosto domenica
"..e il settimo giorno si riposò"
Oggi vita da pensionati al lago.

Bolsena
 
Sveglia con calma, colazione, bucato e poi spiaggia, nuotatine.
Breve visita a Bolsena sotto un sole impossibile, pranzo in trattoria un bel locale caratteristico e menù "leggero":acqua cotta, crostoni, coregone e filettini di persico, vino e caffè e poi troooppo stanchi...torniamo in campeggio a poltrire finché ci torna voglia di lago, bagno, sole spiaggia e...  stasera cena presto perché domani vogliamo partire  altrettanto presto e riprendere il cammino.

Artigianato a Bolsena
 
Ho un noiosissimo raffreddore ma passerà.


22 agosto lunedì
Sveglia 5,30 smontaggio veloce e poi colazione "di lusso" a Bolsena, cappuccio e brioches, visita a chiesa di S. Cristina e poi si cammina.

Chiesa di Santa Cristina - Particolare di quadro


Paesaggio cambiato: molto verde, spesso in mezzo agli alberi, boschi, uliveti, vigneti.

Lago di Bolsena
 
Più ombra ma pavimentazione più brutta e anche sentieri, per alcuni tratti abbiamo dovuto sollevare il carrello e trasportarlo così, un po' scomodo.



Abbiamo incontrato dei fontanoni tra cui uno bellissimo vicino alla sorgente del Turone e poi fiumiciattolo con cascate e pozze.





Piccola deviazione per fare un bagno (Marco) nelle acque gelide e poi si cammina su strada anche asfaltata.



Pranzo sotto una quercia. Il restante percorso un po' noioso, assolato, senza acqua.
Arrivati a Montefiascone decidiamo di andare in un campeggio al lago e quindi si scende: più di 5 KM per raggiungerlo.



Siamo giunti un po' affaticati, nuotatina, cena...nanna. Domani però si risale in PULLMAN!!

23 agosto martedì
Sveglia 6,30 ma con calma smontiamo, facciamo colazione e prendiamo l'autobus alle 9,00 circa. Poi, a Montefiascone, giro in centro, spesa e poi si parte ma....sbagliamo direzione(?!) e arriviamo in basso alla chiesa di S. Flaviano, molto bella, con affreschi e un piano superiore un po' strano.


Montefiascone - Chiesa di san Flaviano
 
Quindi, dopo averla visitata, si risale al punto di partenza, si risale alla Rocca e finalmente si riprende la "giusta via".

Piazza di Montefiascone
 
Abbiamo una capacità di fare deviazioni allunganti che è sorprendente.


Il "basolato"
La via è bella, selciata con basolato antico ma un po' noiosa. Poi, migliora, incontriamo un "vero" pellegrino in bicicletta. E' partito da Milano e arriverà presto a Roma, fa un po' di strada con noi. Simpatico.



Cammina e cammina si arriva alle terme di Bagnacci.



Vasconi di acqua calda e caldissima: ci mettiamo a mollo, piacevolissimo, mangiamo qualcosa e poi facciamo un  riposino ma vespe fastidiose ci spingono a ripartire.
Ultimo tratto noioso ma con alcuni scorci belli.
Ah! Abbiamo perso il foglio con il percorso ma seguiamo i simbolini e arriviamo a Viterbo.
Alle prime case della periferia, prima del cimitero, incontriamo un buonissimo samaritano che senza chiedere ci regala due bottigliette di acqua gelida e un po' frizzante. SPLENDIDA! Esiste ancora gente di buon cuore!
Stanotte  va di lusso, si dorme in albergo: "albergo Roma" è indicato! Bellino, non squallido ma non di lusso. Doccia splendida, cena in "camera" (con avanzi della giornata però). Giretto serale per Viterbo. Città bella, molto interessante e vissuta, non gioiellino turistico.





Nella piazza principale c'era una specie di sagra che occupava tutto con tavolate infinite. Marco si è pentito immediatamente d'aver già mangiato.....va beh! Caffè e poi a nanna