domenica 22 marzo 2009

SUOR LUIGIA GAZZOLA E MONS. ETTORE CASTELLI NEL RICORDO DI LEA MILLA

Lea e Serena Milla, madre e figlia, scampate all'arresto da parte dei tedeschi, fuggirono da Verderio e trovarono rifugio a Carate Brianza nell'attuale Clinica Zucchi. Qui si ricongiunsero con la mamma di Lea, Nelly Coen Gialli.
Nella clinica , che allora si chiamava "Casa di cura per signore" erano rifugiati altri ebrei fra cui i fratelli Sadum, una signora di nome Lorie e un'altra signora, di origine austriaca, di nome Giordan.
Risiedevano nella clinica anche alcune famiglie di sfollati. Fra queste la famiglia Bulli, padre, madre e due figli, proveniente da Milano. I signori Bulli erano parenti di una suora dell'ordine di Maria Bambina in servizio presso la clinica, suor Giuseppina Bonciani.
Serena Milla e il signor Guido Bulli, il maggiore dei figli, mi hanno fornito queste notizie.
Serena ricorda che quando venivano i soldati tedeschi ad ispezionare la clinica i rifugiati avevano l'ordine di nascondersi fra i malati di mente. Quando non c'era tempo, lei si nascondeva sotto un divano, da dove vedeva passare gli stivali dell'ufficiale tedesco.
Guido ricorda che un giorno fu suor Giuseppina a ricevere un Ufficiale che le chiese se ci fossero ebrei nascosti: rispose che c'erano solo "matti": l'intervento di una signora malata che cominciò a sbaciucchiare il militare aiutò a confermare la sua versione.


Serena Milla, come già accennato nell'articolo, ricorda in particolare l'aiuto che ebbero dalla Madre Superiore, suor Luigia Gazzola.
Suor Luigia, il cui nome civile era Rita, era figlia di Francesco e Luigia Baldin. Nata il 5 marzo 1900 a Altivole, in provincia di Treviso, divenne suora dell'ordine di Maria Bambina il 25 marzo 1929. In possesso di diploma di infermiera di ospedale psichiatrico, svolse il suo servizio a Venezia prima di essere trasferita, nel 1938, a Carate dove rimase fino al 1950. E' morta a Bassano del Grappa il 22 marzo 1983.
IL 17 aprile 1955 , in occasione del X anniversario della Liberazione , gli ebrei d'Italia celebrarono a Milano la "Giornata della Riconoscenza", dedicata a tutte quelle persone che durante il periodo delle persecuzioni si erano prodigate a favore degli ebrei perseguitati.
Lea Milla venne probabilmente a conoscenza in ritardo di questa iniziativa. Per questo, forse, solo il 29 maggio di quell'anno inviò una lettera al comitato promotore per narrare la propria vicenda e segnalare i nomi delle persone che più si spesero in aiuto suo, della mamma e della figlia ancora bambina. Non posso pubblicare per intero il testo della lettera, perché non ho ricevuto il permesso del Centro di Documentazione Ebraica che possiede l'originale. Citerò solo i brani che riguardano suor Luigia e Monsignor Ettore Castelli.
Di suor Luigia Lea Milla scrive:
" Dopo aver errato con la mia bambina per dieci giorni, dopo aver tentato mille strade e bussato a mille porte , sono arrivata alla casa di cura di Carate Brianza, per malate di malattie mentali. La Madre Superiore di tale istituto , dopo aver ascoltato il mio racconto allucinato e allucinante, con le lacrime che le scorrevano abbondantemente dagli occhi, ha aperto le braccia e ha detto - Vada a prendere la sua bambina e la porti qui-".
Lea, Serena, di nove anni, e Nelly si fermarono per un anno e mezzo con scarsissimi mezzi e, non essendo in alcun modo registrati, senza carta annonaria.
Suor Luigia dovette contrastare il desiderio di alcuni dirigenti dell'istituto che, probabilmente per paura, le chiedevano di allontanare almeno Lea e la figlia. Così racconta Lea:
"A un certo momento le autorità a lei superiori avrebbero desiderato che mandasse via almeno me e la bimba:dopo lunghe discussioni, di cui io non ho mai saputo nulla, ha finito col promettere che ci avrebbe cercato una sistemazione. Per un anno ci ha poi tenuto, cercando una sistemazione e...non trovandola perché sapeva che uscendo di lì ben poche speranze di salvezza avremmo avuto in quel mondo impazzito".


Punto di riferimento per suor Luigia in questa opera di protezione verso i rifugiati fu Monsignor Ettore Castelli, Vescovo Ausiliare del Cardinal Schuster. Nato a Casatico di Siziano (Pavia) il 31 ottobre 1881, fu ordinato sacerdote nel 1905 ed entrò a far parte della Congregazione dei Padri Oblati di Rho. Con Papa Pio XI fu Assistente al Soglio Pontificio. Morì a pochi giorni dalla Liberazione, il 3 maggio 1945.
Presso la clinica di Carate si recava a tenere gli esercizi spirituali e, a volte, per celebrare la liturgia. Guido Bulli ricorda di aver ricevuto da lui la Cresima.
Di lui scrive Lea Milla:
"In quest'opera di... resistenza (Suor Luigia) è stata moralmente sostenuta dal compianto Monsignor Ettore Castelli, Vescovo di Famagosta, che si era affettuosamente interessato del nostro caso e che Essa ogni tanto veniva a Milano a consultare".
Dopo aver ricordato l'aiuto ricevuto anche dalle altre suore presenti alla clinica, Lea conclude:
"Altri nomi avrei da segnalare di persone che in quella tragedia ci hanno fatto sentire il calore della loro solidarietà ma quelli della Superiora della Casa di Cura di Carate Brianza e del Vescovo Castelli, morto nei giorni della Liberazione, sono per noi veramente indimenticabili".
In occasione del "Giorno della Memoria" del 2003, la lettera di Lea è stta esposta alla mostra organizzta a Milano dall'Associazione Figli della Shoa. La copia che possiedo mi è stta donata da Serena Milla.

A seguito della segnalazione di Lea, la Comunità Israelitica Milanese inviò a suor Luigia la seguente lettera, ora conservata presso l'Archivio Generale - Suore di Carità Sante Capitanio e Gerosa , in via S. Sofia a Milano

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